Lombardia: dopo le polemiche, la Lega ritira l’emendamento sulla sepoltura dei feti abortiti

Le strutture sanitarie che praticano l’aborto dovrebbero quindi procedere con la sepoltura dei «prodotti del concepimento» anche sotto le 28 settimane di gestazione

La Lega in Lombardia è tornata a riproporre un’iniziativa che la Regione aveva archiviato quest’anno: quella della sepoltura dei feti dopo l’aborto. Come ricostruisce Repubblica, la Lega – che ha la maggioranza e a cui appartiene anche il presidente della Regione Attilio Fontana – ha presentato un emendamento che dovrà essere votato dal Consiglio regionale lombardo. La richiesta era quella di reintrodurre l’obbligo di seppellire i feti dopo l’aborto.


Rissa in Consiglio

Ma dopo la sospensione dei lavori in Consiglio regionale, la sera del 25 luglio, a causa di una rissa sfiorata tra Lega e Movimento 5 Stelle, la mattina del 26 luglio il presidente del Consiglio Alessandro Fermi ha chiesto a Massimiliano Bastoni, della Lega, di ritirare l’emendamento.

Era stata proprio la proposta sulla sepoltura dei feti a far scoppiare la bagarre in aula. E Bastoni, pur rivendicando una «battaglia che ci vede convinti al 100%» e che «abbiamo presentato con grande onore e orgoglio», ha accettato la proposta di ritirare l’emendamento.

Da Formigoni alla Lega

La norma che era stata introdotta nel 2007 da Roberto Formigoni, governatore vicino a Comunione e Liberazione, oggi ai domiciliari dopo la condanna per corruzione, e che all’inizio di quest’anno, a febbraio, era stato cancellata – con voto unanime – dall’assemblea su proposta del Partito Democratico.

Questa volta la proposta è stata firmata da venti consiglieri leghisti, che hanno chiesto di modificare la legge sui servizi funerari approvata a febbraio: le strutture sanitarie che praticano l’aborto avrebbero dovuto quindi procedere con la sepoltura dei «prodotti del concepimento» anche sotto le 28 settimane di gestazione. E anche se i genitori non l’avessero richiesto.

L’opposizione del Pd

«Si tratta di un emendamento ideologico, peggiorativo di una legge approvata solo cinque mesi fa, frutto di lunghi mesi di lavoro», ha attaccato la consigliera regionale Pd Antonella Forattini. «Una legge che salvaguarda la volontà della donna. La Lega vuole sconfessare un voto unanime. Noi voteremo no con convinzione: è difficile immaginare come i consiglieri della maggioranza possano accettare di sconfessare se stessi».

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