I funerali di Mario Cerciello: «Era fiero di essere carabiniere, basta piangere servitori dello Stato»

Il prete ha parlato di un «dolore improvviso»: «Quanto accaduto è ingiusto. Chiediamo che eventi come questi non accadano più»

Completamente piena la chiesa di Santa Croce di Santa Maria del Corso a Somma Vesuviana (Napoli) dove si sono svolti i funerali del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega. All’esterno le corone di fiori del presidente della Repubblica, dei presidenti del Senato e della Camera, del ministro della Difesa, del Comando generale dell’Arma dei Carabinieri e della Compagnia Roma centro, alla quale apparteneva il militare Mario Cerciello Rega.


Il feretro del carabiniere – orfano del papà, militare da quando aveva 24 anni, destinatario di un encomio e ucciso a Roma durante un’operazione in borghese – è stato portato a spalla da un picchetto di sei carabinieri in alta uniforme

«Grazie Signore per averci dato Mario»

Sul feretro la maglia del Napoli e le foto insieme alla moglie | Foto Rai

«Siamo qui per lui, per dirgli grazie, per ringraziare il Signore per avercelo dato. Non ti chiediamo perché ce l’hai tolto, ti ringraziamo per avercelo dato. Mario ha concluso tragicamente la sua esistenza» ha detto Monsignor Santo Marcianò che poi ha continuato «C’è l’Italia, c’è il governo, ci sono le forze armate, c’è l’Arma dei Carabinieri. Mario era fiero di essere carabiniere».

Il vice brigadiere in foto con la moglie | Ansa

«Oggi non avremmo voluto essere in questa chiesa, visto che poche settimane fa Mario e Maria Rosaria si erano sposati proprio qui» ha aggiunto parlando di un «dolore improvviso, che sentiamo ingiusto»: «Quanto accaduto è ingiusto. Chiediamo che eventi come questi non accadano più. Basta piangere servitori dello Stato».

Nistri: «Evitiamo la dodicesima coltellata»

«Mario ha servito persino la vita dei criminali, anche di quella di colui che l’ha accoltellato, che avrebbe voluto difendere dal mercato della droga che colpisce soprattutto i giovani. Mario hai lottato per un mondo migliore».

«Noi carabinieri abbiamo bisogno della vostra vicinanza, presenza e comprensione. Mario era parte di voi» ha detto il generale dell’Arma dei carabinieri, Giovanni Nistri. «Rispetto e riconoscenza», queste le uniche due richieste avanzate dal generale che ha ribadito il numero di coltellate con cui è morto il collega Mario Cerciello Rega.

«Oggi teniamo lontani i dibattiti e i toni e i modi facciamo che non siano quella dodicesima coltellata. Ci vuole rispetto per la famiglia e per tutti gli altri carabinieri. Sono 953 i carabinieri feriti o gravemente contusi dall’inizio dell’anno, militari che hanno tutelato i diritti di tutti, a cominciare dai diritti dei più fragili, dei più poveri e dei criminali».

Infine ha ricordato l’encomio che Mario Cerciello ha ricevuto quando, libero da servizio, ha preso la sua auto ed ha accompagnato una vedova con la sua bimba, che stava male, in ospedale. Lì è rimasto fino a notte, fino alla fine di tutti gli accertamenti. «Grazie Mario per quello che sei stato» ha concluso Nistri.

La vedova, invece, ha letto “Essere moglie di un carabiniere”, un testo che da tempo circola tra le mogli e le fidanzate dei militari.

Presenti Di Maio e Salvini

Ai funerali presenti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il sindaco di Roma Virginia Raggi e il presidente della Camera Roberto Fico.

Leggi anche: