Alan Kurdi, urla di gioia e abbracci a bordo per l’annuncio dello sbarco a Malta – Il video

I 40 migranti salvati dalla ong Sea Eye sbarcheranno a Malta, poi verranno trasferiti nei Paesi Ue

Il bimbo di tre anni, ferito, sbarcherà a Malta e poi andrà in uno dei 27 Paesi Ue. Insieme a lui le altre 39 persone che sono state soccorse dalla nave Alan Kurdi della ong Sea Eye. A renderlo noto è il premier Joseph Muscat che ha assicurato che nessuno dei 40 migranti rimarrà a Malta.

«In seguito alla richiesta della Germania, Malta permetterà ai 40 migranti della Alan Kurdi di entrare in porto. Il Governo tedesco e la Commissione europea hanno predisposto affinché tutte le persone a bordo siano distribuite tra in Stati Membri dell’Ue», ha twittato il premier maltese.

A bordo è scoppiata la festa delle 39 persone a bordo con applausi, urla di gioia e abbracci tra i volontari della Sea Eye, dopo l’annuncio del capo missione, Barbara Held, dello sbarco a Malta. «Volevo dirvi – ha detto Held in un video che la ong tedesca ha postato su Twitter – che presto sbarcherete a Malta e andrete in diversi paesi europei».

Da parte di Sea Eye, che ha ringraziato il governo maltese, arriva invece un nuovo attacco all’Italia dopo il divieto di ingresso nelle acque territoriali. «L’Italia ha completamente abbandonato le sue responsabilità umanitarie – dice il portavoce Gorden Isler in un tweet – Il comportamento di Malta è stato conforme alle leggi internazionali, quello dell’Italia un disastro». 

Prima di fare rotta verso Malta, la Alan Kurdi ha ormeggiato per ore a 20 miglia da Lampedusa. Ma Matteo Salvini, Elisabetta Trenta e Danilo Toninelli hanno firmato un divieto d’ingresso per cui la nave non è riuscita ad entrare in porto.

Salvini ha anche accusato la Germania di ricatto. «Dal governo tedesco sono arrivati segnali pessimi. Ci hanno girato una mail dove praticamente c’è un ricatto da parte della Germania che si era impegnata a prendere 30 immigrati della Gregoretti: dicono che li prendono se facciamo sbarcare i 40 della Alan Kurdi», ha detto Salvini a SkyTg24.

Il primo porto che era stato indicato alla ong dopo il salvataggio è stato quello di Tripoli, ma la Sea Eye si è rifiutata di riportare i migranti «in un Paese di guerra». Prima la nave ha virato verso l’Italia, poi ha dovuto cambiare rotta: direzione Valletta.

Tra le persone a bordo, oltre al bimbo che ha una ferita di 10 centimetri sulla spalla causata da un’arma da fuoco, altri due minori e due donne, di cui una incinta.

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