Venezia, licenza sospesa allo stabilimento Cayo Blanco. Selezionava i bagnanti in base al colore della pelle

«Rappresentano pertanto – evidenzia il Questore – una preoccupante minaccia all’ordine e alla sicurezza pubblica»

Una sequela di episodi di razzismo provocati da chi, in teoria, dovrebbe salvaguardare il benessere e la tranquillità dei turisti. Tra i fatti registrati, buttafuori che malmenavano i clienti, ma non solo. Perfino una selezione rigorosa all’ingresso della spiaggia, basato sul colore della pelle.

Questi sono alcuni dei motivi per cui il Questore di Venezia ha disposto la sospensione per 15 giorni della licenza al Cayo Blanco, stabilimento balneare di Chioggia-Sottomarina. Un provvedimento cautelare, in base dell’art. 100 del testo unico di pubblica sicurezza, conseguente ad una escalation di episodi violenti e razzisti di cui è accusato il personale di sicurezza della struttura.

Il lido chioggiotto torna così sotto i riflettori della cronaca; la prima volta, era il luglio 2017, aveva raggiunto la notorietà dopo il caso della spiaggia fascista quando fece scalpore l’arenile tutto foto di Mussolini e slogan al manganello di Playa Punta Canna. L’ipotesi di apologia del fascismo era stata poi archiviata.

Gli episodi di razzismo

L’ultimo episodio risale alla sera del 3 agosto scorso: un uomo di 43 anni è stato dapprima spinto fuori dal locale e, dopo aver reagito, è stato colpito con calci e pugni da un buttafuori dello stabilimento. L’uomo ha riportato la frattura di perone e mascella, ed ha avuto una prognosi di 30 giorni.

Nello stesso locale, qualche giorno prima, riferisce la Questura all’Ansa, c’era stato anche un episodio di discriminazione razziale: il personale della sicurezza aveva impedito l’accesso ad un giovane ventenne italiano di origine etiope.

Era in compagnia di altri amici quando il personale del Cayo Blanco lo aveva bloccato all’ingresso, spiegando – è quanto ha denunciato ai carabinieri – che «non potevano entrare persone con la pelle scura». La scusa sarebbe stata che nel locale c’erano stati dei furti di cui erano sospettate «persone di colore». Peccato che di quei furti nessuno al Commissariato di Polizia ha mai ricevuto denuncia.

Ma non è finita qui: tra gli episodi di cui a Polizia ha preso nota ci sarebbe anche un’aggressione ad un uomo che ha riportato la frattura delle ossa nasali, con prognosi di 20 giorni.

La Questura ha commentato il caso evidenziando «una non adeguata vigilanza del locale da parte del gestore». I gestori dello stabilimento avrebbero messo in serio pericolo «diritti costituzionalmente garantiti quali la pari dignità sociale senza distinzione di sesso, razza, lingua e di religione», che devono essere garantiti specie da chi ha autorizzazioni di pubblici esercizi.

«Rappresentano pertanto – evidenzia il Questore – una preoccupante minaccia all’ordine e alla sicurezza pubblica, aggravata da aspetti di deriva razziale, in special modo se riferiti ad un luogo di ritrovo per un significativo numero di giovani».

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