New York Times: «Jeffrey Epstein lasciato solo e senza sorveglianza la notte prima del suicidio»

Era accusato di aver abusato sessualmente di decine di ragazze minorenni. Rischiava fino a 45 anni di carcere

Jeffrey Epstein è stato lasciato da solo in cella per ore, senza che ci fosse nessuno a sorvegliarlo. Lo riporta il New York Times citando una fonte anonima dell’amministrazione penitenziaria.

Secondo la procedura il detenuto avrebbe dovuto essere controllato dagli agenti penitenziari almeno una volta ogni 30 minuti anche di notte, visto che il finanziere aveva già provato a togliersi la vita in cella. La procedura a quanto pare, però, non sarebbe stata seguita durante le ultime 24 ore di vita di Epstein.

Oltre agli interrogativi che gravitano intorno alla non corretta procedura carceraria, si aggiunge un altro dettaglio: il compagno di cella del magnate sarebbe stato trasferito altrove e non se ne conosce il motivo.

Il suicidio

Jeffrey Epstein, il magnate vicino a Donald Trump, si è tolto la vita ieri, 10 agosto, nella prigione di Manhattan. Era accusato di stupro e traffico di minori. Il suo corpo è stato trovato dagli agenti nella cella del Metropolitan Correctional Center verso le 6.30 del mattino.

Aveva tentato di togliersi la vita già un paio di settimane fa. In un primo momento alcuni media avevano dichiarato che Epstein fosse sotto stretta sorveglianza, ma il New York Times ha subito smentito questa tesi, affermando che Epstein si trovasse sì in una unità speciale, ma non sembra fosse stata predisposta una sorveglianza straordinaria.

Epstein era accusato di aver abusato sessualmente di decine di ragazze minorenni nelle sue ville di Palm Beach e a New York. Rischiava fino a 45 anni di carcere. Si è sempre proclamato innocente.

La notizia della morte è arrivata esattamente un giorno dopo la pubblicazione di nuovi documenti che andavano ad aggiungere nuovi dettagli su presunti abusi su minori commessi dal magnate.

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