Open Arms, il premier Sanchez offre un porto alla ong: ma gli spagnoli si dividono

«D’ora in poi saranno accolte tutte le ‘Open Arms’ che arriveranno sulle coste spagnole», chiede il Partito popolare. Critico anche il sindaco di Algeciras

Il premier spagnolo ad interim, Pedro Sanchez, ha offerto il porto iberico di Algeciras, in Andalusia, sullo Stretto di Gibilterra e a poca distanza dal Marocco, per lo sbarco della nave Open Arms, ancora ferma davanti a Lampedusa con 107 migranti a bordo. Lo rende noto un comunicato del governo.

Nel comunicato si spiega che la decisione di Madrid è stata dettata dalla situazione di emergenza a bordo, dove si trovano ancora 107 migranti, dopo due settimane di navigazione. Una scelta che ha sollevato diverse reazioni di protesta in Spagna.

Il vice segretario generale della politica territoriale del Partito popolare spagnolo, Antonio González Terol, ha chiesto al premier ad interim Pedro Sanchez di fornire «spiegazioni» sulla sua decisione di accogliere la nave Open Arms e gli ha chiesto se «d’ora in poi saranno accolte tutte le ‘Open Arms’ che arriveranno sulle coste spagnole».

In un video pubblicato dal Pp, Terol afferma che «la politica sull’immigrazione non può essere inviata con un tweet da Doñana», riferendosi al luogo in cui il presidente ad interim è in vacanza. Inoltre, ricostruisce l’Agi, chiede a Sánchez di spiegare «perché l’Open Arms prima non poteva essere accolta e ora sì».

Fonte: Epa, A. Carrasco Ragel | Un rifugio temporaneo per migranti a San Roque, vicino al porto di Algeciras, Spagna, 18 agosto 2019

«Vogliamo – aggiunge – che Sánchez spieghi perché non ha concordato questa risposta con il principale partito di opposizione, il Partito popolare», e si rammarica che non sia stato fatto «con il resto delle amministrazioni coinvolte», come la giunta regionale dell’Andalusia e il municipio di Algeciras.

Critico anche il sindaco di Algeciras, José Ignacio Landaluce, membro del Partito popolare. In una dichiarazione, Landaluce sottolinea che «in queste situazioni è importante agire con la testa come con il cuore. È vero che stiamo affrontando una grave crisi umanitaria, ma Algeciras non può diventare il luogo preferito dal governo del signor Sanchez per svolgere questo tipo di operazioni, soprattutto quando ci sono altre alternative nel Mediterraneo».

«Nessuno può venire a darci lezioni di solidarietà con i migranti», dice il sindaco, «perché ogni settimana sulle nostre coste ne arrivano più di quelli portati da Open Arms, e nella nostra città ci sono persone di 109 nazionalità diverse in armonia. L’ultima cosa che vogliamo è destabilizzare questo equilibrio sociale».

E sebbene Algeciras «sia una città ospitale e solidale, le nostre risorse sono limitate», afferma il primo cittadino che accusa il governo di non rimborsare «nemmeno un euro dei soldi che il Consiglio comunale ha stanziato l’anno scorso per nutrire, assistere e accogliere i migranti».

«Il governo spagnolo deve adempiere al proprio dovere ed essere responsabile dell’offerta del porto di Algeciras come unica alternativa a questo problema e non abbandonare l’amministrazione locale, come ha fatto la volta precedente», conclude.

In copertina Un rifugio temporaneo per migranti a San Roque, vicino al porto di Algeciras, Spagna, 18 agosto 2019. EPA/A.Carrasco Ragel

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