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Il M5s rincara la dose: prima la Direzione vota il sì a Conte, poi ci rivediamo. Ora si fa tutto più difficile

27 Agosto 2019 - 10:26 OPEN
Italian deputy premier and Labour and industry minister, Luigi Di Maio (L), arrives to the summit of its anti-establishment 5-Star Movement (M5S)  on the government crisis and a possible deal with the centre-left Democratic Party (PD) in a central Rome, Italy 26 August 2019. The summit will feature also IT guru Davide Casaleggio, and other party bigwigs, as well as parliamentary whips Francesco D'Uva and Stefano Patuanelli. ANSA/CLAUDIO PERI
«Ieri dopo 4 ore di incontro non si è arrivati a nulla. Nel Pd hanno ancora le idee confuse. Predicano discontinuità ma ci parlano solo di incarichi e di ministeri, non si è parlato né di temi né di legge di bilancio. Così non va proprio bene»
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La nota ufficiale appena diffusa dal Movimento Cinque Stelle trasforma la trave di pochi minuti fa in un macigno sulla strada del nuovo governo. Un vero e proprio ultimatum difficile da digerire per Zingaretti e i suoi. Leggiamo:

«In una fase così delicata per il Paese non c’è tempo da perdere. Noi stiamo lavorando intensamente per dare risposte immediate ai cittadini. E dobbiamo sbrigarci perché il tempo stringe.

Nel Partito Democratico, però, hanno ancora le idee confuse. Predicano discontinuità ma ci parlano solo di incarichi e di ministeri, non si è parlato né di temi né di legge di bilancio. Così non va proprio bene.

Ieri dopo 4 ore di incontro non si è arrivati a nulla. Così non si può lavorare. O si cambia atteggiamento o è difficile. Rivedremo il Pd quando nei loro organi di partito avranno dato l’ok all’incarico a Conte.

Nessun altro incontro fino a quando non avranno chiarito ufficialmente la loro posizione su Giuseppe Conte. Se si vuole il voto lo si dica apertamente. Il M5S è la prima forza politica in Parlamento, lo ricordiamo a tutti».

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