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Migranti, Richard Gere bacchetta gli italiani: «Siete cambiati, vi siete incattiviti»

31 Agosto 2019 - 19:02 Redazione
epa07766514 A handout photo made available by Spanish NGO Open Arms shows US actor Richard Gere speaking during a press conference in the island of Lampedusa, southern Italy, 10 August 2019, a day after he visited the Spanish humanitarian ship that has been stuck at sea with 121 migrants on board for over a week, after Italy and Malta have denied it entry. The Open Arms boat has rescued 39 more migrants in the morning on 10 August.  EPA/OPEN ARMS / HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Per l'attore il decreto sicurezza è «incompatibile con una società civile»
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Con quel famoso discorso alla cerimonia degli Oscar nel 1993, in cui ha accusato la Cina di stare compiendo «azioni orribili» in Tibet, si è giocato un pezzo di carriera. Secondo Richard Gere, le grandi produzioni cinematografiche americane, ormai dipendenti dai capitali cinesi, lo hanno infatti ostracizzato. Ma Gere non si è fatto scoraggiare e ha continuato l’impegno sociale iniziato con le lotte per le minoranze negli anni 70. Nonostante una iniziale asimmetria tra la sua carriera cinematografica (dove ha recitato in film accusati di svilire la figura della donna) e il suo impegno personale, negli ultimi anni questi sono arrivati a coincidere: nel 2016 ha prodotto Gli Invisibili, docufilm su chi vive per strada. Richard Gere il 31 agosto ha compiuto 70 anni e ha molti film e battaglie sociali alle spalle. L’ultima causa che ha abbracciato è quella di Open Arms, l’Ong spagnola la cui nave è rimasta bloccata per giorni a 800 metri da Lampedusa.

In un’intervista ad Avvenire, l’attore smentisce le accuse di essere salito sulla nave per farsi pubblicità affermando che a 70 anni ha un discreto conto in banca, è piuttosto famoso e ha un bambino piccolo a cui gli piacerebbe dedicarsi. Motiva invece il suo impegno a favore della causa dei rifugiati con la sua fede buddhista, che lo spinge sempre al fianco di chi soffre, con gli «angeli» che aiutano i più deboli. Per lui il decreto sicurezza è «incompatibile con una società civile» e si scaglia contro quella che definisce una criminalizzazione di uno dei valori fondamentali, la solidarietà. Sulla fine della conversazione, prima di toccare gli altri argomenti che gli stanno a cuore, come il Tibet e Hong Kong, menziona il clima di paura e intimidazione che afferma di aver notato nel Paese. E poi si rivolge a noi: «Siete cambiati, voi italiani. Avete perso il sorriso, la gioia di vivere, vi siete incattiviti anche voi…»

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