Roberto Speranza, dai no a Renzi al ministero della Salute

40 anni, ha protestato contro le scelte di Matteo Renzi sulla legge elettorale Italicum

Al posto della grillina catanese Giulia Grillo, arriva Roberto Speranza (LeU) alla guida del ministero della Salute.

Chi è

40 anni, nato a Potenza il 4 gennaio 1979, segretario di Articolo 1, comincia con la Sinistra giovanile (di cui in seguito diventa presidente nazionale) la sua carriera politica a metà anni ’90 tra i banchi del liceo scientifico “Galileo Galilei” del capoluogo lucano.

Poi si trasferisce a Roma dove si laurea alla Luiss in Scienze Politiche conseguendo poi un dottorato di ricerca in Storia dell’Europa Mediterranea. Dunque, almeno stando al cv, nessuna competenza specifica in tema di sanità o salute (Giulia Grillo è medico, con specializzazione in medicina legale).

La carriera politica

Eletto in Consiglio comunale, nel 2004 rientra nella sua città dove, cinque anni dopo, viene nominato assessore comunale all’Urbanistica. Nel 2009 la svolta: viene eletto, a sorpresa, segretario regionale.

Inizia così la sua scalata nel Pd: nell’inverno del 2012 diventa un volto della politica nazionale come organizzatore della campagna delle primarie che condusse Bersani alla segreteria del Pd, superando Matteo Renzi.

Nel marzo del 2013, subito dopo l’elezione alla Camera, viene scelto come capogruppo dei dem: ma è qui che iniziano i primi problemi. Lascia l’incarico nell’aprile del 2015 per protestare contro le scelte di Matteo Renzi – intanto divenuto presidente del Consiglio – sulla legge elettorale Italicum.

Una rottura definitiva col Pd: impossibile ricucire i rapporti. Così diventa uno dei fondatori di Articolo 1, con cui, nelle liste di Liberi e Uguali, viene rieletto alla Camera nel 2018. Ora la nomina a ministro della Salute nel governo Conte 2.

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