Raffica di insulti contro Sanfilippo per l’attacco a Salvini, ma è quello sbagliato: lo sfogo del politico di Forza Italia

In una lettera aperta, Fabio Sanfilippo, giornalista e esponente piemontese di Forza Italia si è sfogato per gli insulti ricevuti a causa dell’omonimia con il caporedattore Rai autore del post contro Salvini

«Caro omonimo giornalista Sanfilippo, sono ore che ricevo insulti e gravi minacce sui social, tanto che Facebook ha bloccato il mio account. Data l’omonimia e dell’essere il sottoscritto solo appassionato di giornalismo ed iscritto ad un sindacato di stampa ed informazione dal lontano 2003, mi hanno scambiato per quello che fortunatamente non sono». 

A scriverlo in una lettera aperta è Fabio Sanfilippo, giornalista e esponente di Forza Italia in Piemonte che, a seguito dei post contro Salvini del suo omonimo giornalista di Radio Rai 1, è stato subissato di insulti dai militanti della Lega, che hanno confuso l’identità dell’autore. 

«In virtù di questa passione che ci accomuna, “tu” caro giornalista, hai a mio avviso, infangato la professionalità della categoria, ancor peggio da Caporedattore della Tv di Stato – Rai», ha scritto il forzista contro il caporedattore Rai

Il forzista Fabio Sanfilippo si posiziona chiaramente, a scanso di ulteriori equivoci: «Lo scrivente in qualità di responsabile regionale ambiente di Forza Italia Seniores in Piemonte, a voce alta indica a chi mi segue d’essere Pro-Salvini» e ripete: «Non sono stato io a scrivere quelle sciocchezze, ma è disgustoso che io debba prendere gli insulti per colpe a me non imputabili». 

Nel frattempo lo scontro tra il leader leghista Salvini e Fabio Sanfilippo (giornalista della Rai) continua. E se il primo ha tuonato che «Le parole su mia figlia gliele faccio rimangiare» annunciando querela, il caporedattore della Rai, dopo aver ammesso l’errore di aver tirato in ballo la figlia del leader del Carroccio – ha annunciato una contro querela. «Ricevo valanghe di minacce anche di morte – ha dichiarato Sanfilippo – Ne risponderà il signor Salvini, ovviamente in tribunale».

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