Tra M5s e Salvini ormai è guerriglia, l’attacco dall’Antimafia sul selfie col «figlio del boss»

«Al Sud certe foto sono molto di più di un selfie, sono lette talvolta dalle sigle mafiose locali come l’apertura di uomini dello Stato a poteri antistatali»

Vignola, in provincia di Modena, domenica 8 agosto: dopo il suo comizio, Matteo Salvini si sarebbe concesso a un selfie con tale Michele Matrone: «Un caffè insieme al mio caro amico Matteo», scrive l’uomo. Il cognome insospettisce la Commissione parlamentare Antimafia. Si tratta del figlio di uno dei più noti camorristi, Francesco Matrone, più conosciuto come “Franchino ‘a belva”. «L’ex ministro dell’Interno deve chiarire: è un messaggio pericoloso». La replica di Salvini non si è fatta attendere: «Faccio migliaia di foto ogni giorno, non chiedo la carta d’identità a chi mi ferma per strada».

Antimafia: «Foto che getta ombre sull’ex ministro»

Il presidente dell’Antimafia, Nicola Morra, ha dato «pieno appoggio» alla richiesta di spiegazioni avanzata dai 5 Stelle Andrea Caso e Francesco Urraro, membri campani della Commissione parlamentare Antimafia. «Siamo rimasti allibiti per la foto – affermano -. Il ministro del “più selfie per tutti” ci ha abituati in 14 mesi ad ogni tipo di foto, ballo ed esibizione canora, ma, se la politica balneare al Papeete poteva farci pure sorridere, qui invece c’è da piangere perché getta ombre su una persona che è stata ministro dell’Interno fino al giuramento del nuovo esecutivo».

«Comportamenti scandalosi»

«Per questo motivo chiediamo pubblicamente a Salvini di chiarire al più presto la sua posizione – aggiungono Caso e Urraro -. Il segretario della Lega ci dica se la foto è stata scattata quando era ministro, se è davvero amico di Michele Matrone ed i suoi rapporti con lo stesso. Poco conta dove è stata fatta, scandalizzano certi comportamenti da parte di chi aveva il compito di contrastare la criminalità organizzata. Certe foto non sono solo passaggi per i social network, come un cittadino onesto potrebbe pensare».

Quel selfie veicola «un messaggio pericoloso»

I parlamentari dell’Antimafia, insieme con la portavoce della Commissione Lavoro Viriginia Villani, spiegano la gravità della questione: «Al Sud certe foto sono molto di più di un selfie, sono lette talvolta dalle sigle mafiose locali come l’apertura di uomini dello Stato a poteri antistatali. Specie quando la Lega è al governo della città, come in provincia di Salerno, a Scafati (comune sciolto per camorra nel 2017), dove il clan Matrone è stato protagonista di loschi rapporti tra politica e camorra. Adesso c’è il rischio che questo selfie possa essere interpretato come un pericoloso messaggio e noi non possiamo assolutamente consentire che la questione passi in secondo piano. Salvini chiarisca subito».

Chi è Franchino ‘a belva

Il padre di Michele Matrone è un pezzo grosso della camorra. Condannato all’ergastolo nel 2009, il boss di Scafati, paese in provincia di Salerno, è stato inserito per anni nella lista dei super latitanti più pericolosi di Italia. Franchino ‘a belva è stato un killer sanguinario e ha lavorato per Pasquale Galasso e Carmine Alfieri, esponenti di spicco della Camorra campana, oggi collaboratori di giustizia. Francesco Matrone è stato catturato il 17 agosto 2012 ad Acerno, nel Salernitano.

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