Franceschini: «Salvini è il massimo di pericolosità democratica che si può avere nel 2019»

di Agi

Intervista del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini a Repubblica. «Se lavoreremo bene, potremo presentarci insieme già alle regionali. È difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra, ne vale la pena»

«Se lavoreremo bene, potremo presentarci insieme già alle regionali. È difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra, ne vale la pena». È questo l’orizzonte che il neoministro dei Beni artistici, culturali e del turismo, Dario Franceschini, descrive nell’intervista a la Repubblica, che alla domanda che tutti si pongono su quanto tempo potrà durare il governo, obietta: «Sarà difficile, non c’è dubbio» in particolare se il governo giallorosso «si limiterà ad essere il mero prodotto di forze politiche contrapposte» ma poi chiosa: «Però io penso che arriveremo fino alla fine della legislatura».

Il titolare del dicastero della cultura sostiene però che «senza questo governo, saremmo in campagna elettorale» e «avremmo Matteo Salvini al Papeete ma all’ennesima potenza, magari a torso nudo a mietere il grano». E forse ci troveremmo persino «alla vigilia della vittoria della Lega», una vittoria «da celebrare magari proprio il 28 ottobre», anniversario della Marcia su Roma.

L’Italia a rischio fascismo? «Il fascismo fortunatamente non tornerà» risponde il ministro, che però avverte: «Ma Salvini è il massimo di pericolosità democratica che si può avere nel 2019», un pericolo non del tutto scampato e che «rimane finché qualcuno soffia sulla paura» sostiene Franceschini nell’intervista a la Repubblica ricordando che non si poteva replicare l’errore che quasi 100 anni fa hanno commesso socialisti, popolari e liberali «facendo fallire gli esecutivi Bonomi e Facta».

Secondo il ministro dopo che Salvini ha pronunciato «quella frase orribile» di richiesta di pieni poteri «il Paese ha capito» che si era all’emergenza e ora «dobbiamo ringraziare Nicola Zingaretti per avere indicato la necessità di trovare una soluzione di largo respiro». E su quell’intesa «il Pd è unito come non mai» sostiene il ministro che definisce il discorso d’esordio del premier Giuseppe Conte «un discorso riformista» che può portare l’esecutivo a diventare «un laboratorio, l’incubatore di un nuovo progetto» che verrà giudicato sulla base dei suoi provvedimenti.

E per questa strada, secondo il titolare del dicastero della cultura, passa anche l’accordo elettorale con i grillini per le prossime regionali, «alleanza politica ed elettorale» che dalle prossime elezioni regionali, «passi per le comunali e arrivi alle politiche» è il ragionamento e l’asse strategico che ha in mente Franceschini. Alleanza che può passare anche per l’Umbria dove, ammette il ministro, «Lì le elezioni sono molto vicine, ma se c’ è la volontà politica si può fare tutto», «per battere la destra vale la pena provarci» chiosa.

di Alberto Ferrigolo

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