Brexit: i documenti che mostrano seri rischi di carenza di medicinali e cibo

L’aumento dei prezzi di generi alimentari e carburanti colpirebbe soprattutto le fasce più vulnerabili della popolazione, si apprende dal testo governativo

Se il “no deal”, l’uscita senza accordo, prendesse piede, la conseguenza potrebbe esssere l’aumento dei prezzi di cibo e carburante, una penuria di medicinali e i problemi di ordine pubblico nel Regno Unito. Lo svelano documenti ufficiali sulla Brexit che l’11 settembre il governo ha pubblicato dopo essere stato obbligato da alcuni parlamentari.

Il testo in questione fornisce i dettagli delle previsioni effettuate dal governo sulla situazione che si verificherebbe in caso di “no deal”. Alcuni degli elementi contenuti nel documento erano stati rivelati in agosto dal Sunday Times, ma il governo ne aveva allora smentito l’accuratezza, definendoli datati.

Le informazioni rivelate dallo studio sul “no deal”

Nelle cinque pagine rivelate ieri dal governo inglese, che descrivono «previsioni realistiche nel peggiore dei casi», si legge che sarà altamente probabile che si verifichino ritardi al confine perché nell’85% dei casi i camion non saranno pronti ad affrontare la dogana francese.

La dipendenza del Regno Unito dal trasporto attraverso il Canale della Manica dei rifornimenti di medicinali fa sì che questo genere di prodotti a breve scadenza potrebbe venire particolarmente colpito da lunghi ritardi che potrebbero andare da 1,5 a 2,5 giorni. Una mancanza di medicine per animali potrebbe poi causare epidemie, avverte il documento.

Verrebbe anche ridotta l’offerta di generi alimentari freschi e di materiale da imballaggio. Questi due elementi, messi insieme, fanno sì che «non si verificherebbe una mancanza di cibo nel Regno Unito: verrebbe ridotta la disponibilità e la scelta, colpendo le fasce più vulnerabili della popolazione».

I cittadini inglesi con un reddito basso sarebbero infatti molto più colpiti da un eventuale aumento dei prezzi del carburante e dei generi alimentari. Anche a livello di ordine pubblico, un “no deal” avrebbe conseguenze importanti. «Le proteste e contro-proteste potrebbero assorbire gran parte delle forze dell’ordine. Potrebbe anche verificarsi un’impennata del disordine pubblico e delle tensioni all’interno delle comunità», si legge.

Il confine con l’Irlanda

Il documento stabilisce anche che in caso di “no deal” verrà anche reintrodotto un confine irlandese di qualche tipo nonostante il Regno Unito continui ad affermare che non imporrà controlli. «Questo modello sarà presto dimostrato insostenibile a causa dei significativi rischi economici e legali e non potrà essere adottata nessuna forma di mitigazioni unilaterale», si legge.

La previsione è quella che molte imprese si trasferiranno all’estero per evitare i dazi. Questi avvertimenti aumentano la pressione sul primo ministro Boris Johnson, che ha promesso di portare a termine la Brexit entro il 31 ottobre, con o senza accordo.

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