L’Istat rivede al ribasso la crescita del Pil 2018: +0,8%

L’Istituto di Statistica italiano ha altresì reso noto che il deficit corretto era valutato al 2,2%

Il presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo aveva già preannunciato che i numeri sulla situazione economica italiana non sarebbero stati incoraggianti, e i dati di oggi non fanno presagire nulla di buono per il prossimo futuro: le valutazioni del 2018 sono state riviste al ribasso ed il rischio è che, sempre al ribasso, venga valutata l’ultima parte del 2019.

«Ci sono segnali che arrivano dalla produzione industriale, piuttosto che dal Pil – aveva dichiarato il presidente dell’Istat – che vanno nella direzione di una stagnazione. Ce ne sono altri, legati per esempio all’export e ancor più all’occupazione, almeno in termini quantitativi, che seppur non esaltanti sono quanto meno positivi», è la previsione di Blangiardo per il prossimo futuro.

Nei dati diffusi oggi, l’istituto di statistica ha rivisto al ribasso la crescita del Pil del 2018 a +0.8%, segnando così una riduzione dello 0,1% rispetto alle stime diffuse ad aprile (+0,9%), ma evidenziando un vero e proprio dimezzamento rispetto alla crescita del 2017 (+1,7%).

La pressione fiscale complessiva nel 2018 si attesta al 41,8%, in miglioramento rispetto al 42,1% stimato ad aprile. Per quanto concerne l’indebitamento delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil, il valore per il 2018 si attesta al 2,2%, in miglioramento rispetto al 2,4% del 2017.

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