Donald Trump verso l’impeachment? Ecco cosa prevede e come funziona

Rispetto alla condotta di Trump nei confronti dell’Ucraina, dopo la conversazione col presidente Zelensky, la domanda è se abbia abusato o meno del suo potere agendo per promuovere l’interesse personale piuttosto che quello del Paese

Da quando Donald Trump è entrato alla Casa Bianca, la possibilità di avviare una procedura di impeachment è stata sul tavolo sin dal primo giorno. Prima con l’indagine di Robert Mueller sul Russiagate e le presunte interferenze russe nelle elezioni americane.

E ora con pubblicazione della telefonata tra Trump e il presidente presidente ucraino Volodymyr Zelensky in cui il capo della Casa Bianca avrebbe fatto pressioni su Kiev affinché avviasse un’indagine sul figlio dell’ex vicepresidente Joe Biden.

Il contenuto della chiamata è chiaro e i democratici non possono più aspettare. Due giorni fa la presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosy, ha annunciato che la Camera aprirà formalmente un’inchiesta preliminare in vista della procedura di impeachment. Una procedura che potrebbe portare alle forzate dimissioni del presidente americano. Ma la strada non è così facile.

Che cos’è l’impeachment?

Un chiarimento. Un diffuso malinteso sull’impeachment è che si riferisca alla rimozione di un presidente dalla carica. La procedura si riferisce in realtà solo alla Camera, la camera bassa del Congresso, che può presentare le accuse.

La procedura è prevista dalla Costituzione americana che afferma come la Camera dei Rappresentanti abbia «il potere esclusivo di impeachment». Mentre spetta al Senato «il potere esclusivo di provare i procedimenti di impeachment».

Quando viene messo sotto lo stato di accusa un presidente è il presidente della Corte suprema a presiedere il processo. Per “condannare” il capo dello Stato la Camera ha bisogno di un voto dei due terzi del Senato. Se ci sono i numeri, il presidente viene rimosso dall’incarico.

Ma occorre precisare che regole in materia di impeachment non sono scritte nella Costituzione, né sono riportate in uno statuto particolare. Derivano infatti per lo più da precedenti storici. Nella storia americana sono tre i presidenti che hanno subìto questa procedura: Andrew Johnson (1860), Richard Nixon (1972) e Bill Clinton (1998).

Una volta che l’intera Camera autorizza l’indagine di impeachment, la sua Commissione giudiziaria guida l’iniziativa nel condurre un’indagine, tenere audizioni su articoli di impeachment proposti e votare per approvarli.

Se la Camera approva tutti gli articoli, questi articoli vengono inviati al Senato per un processo. La Camera nomina i dirigenti per discutere il caso al Senato, presieduto dal giudice supremo degli Stati Uniti. Alla fine, i senatori votano se condannare – cioè rimuovere – il presidente. Ma il processo potrebbe richiedere mesi.

Per quanto riguarda Trump, uno dei dubbi maggiori è se il comitato giudiziario della Camera gestirà il processo, come vuole la consuetudine, o se i democratici nomineranno un comitato ad hoc.

Il ruolo del Senato

Una volta avviata la procedura, la palla passa al Senato dove i repubblicani detengono attualmente la maggioranza con 53 senatori contro i 45 dei democratici. La condanna e la rimozione di un presidente richiederebbe 67 voti. Quindi, affinché Trump venga rimosso dall’incarico, almeno 20 repubblicani e tutti i democratici dovrebbero votare a favore della procedura e contro il presidente.

Di che cosa può essere accusato Donald Trump?

La Costituzione prevede che un presidente possa «essere rimosso dall’incarico per impeachment e condanna di tradimento, corruzione o altri crimini e delitti» . I padri fondatori avevano inserito la possibilità di impeachment per tutelare un sistema presidenziale da un accentramento eccessivo dei poteri nelle mani del presidente e «come mezzo legale e pacifico per rimuovere un leader senza ricorrere alla rivoluzione o all’assassinio».

Per quanto riguarda la condotta di Trump nei confronti dell’Ucraina, soprattutto alla luce della conversazione con il presidente Zelensky, la domanda è se abbia abusato o meno del suo potere agendo per promuovere l’interesse personale piuttosto che quello del Paese.

«L’argomentazione più forte potrebbe essere che ora c’è più in gioco qui che nel modello coerente di auto-negoziazione, nei pagamenti illegali della campagna o nell’assistenza russa quando il presidente era un candidato», ha dichiarato Lisa Griffin, professore di diritto alla Duke University.

L’impeachment rimane tuttavia una questione politica, e non giudiziaria. Il Congresso non deve necessariamente dimostrare che Trump abbia chiuso un accordo con l’Ucraina per dichiarare l’impeachment. Nel caso in cui venga rimosso dallo studio ovale sarà il suo vice, Mike Pence, a prendere il suo posto fino al termine del suo mandato: il 20 gennaio 2021.

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