Trattative in corso sulla manovra. Conte annuncia l’accordo, Pd e LeU puntano al taglio delle tasse in busta paga

Il consiglio dei Ministri dovrà varare la nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza: secondo le ultime indiscrezioni, il rapporto deficit/Pil dovrebbe essere fissato al 2,2%

Non è bastata la riunione notturna a Palazzo Chigi per trovare l’accordo
di maggioranza su cosa inserire nella nota di aggiornamento al Def.
Il consiglio dei Ministri è iniziato poco dopo le 20, dopo una serie di altri vertici: Luigi Di Maio e Dario Franceschini avevano infatti convocato i propri esperti economici prima del Consiglio dei Ministri che dovrà varare le modifiche al Documento di Economia e Finanza approvato ad aprile (quando la maggioranza era composta da Lega e M5S).

Ma proprio durante la riunione di ieri sera, a cui per la prima volta ha partecipato anche Italia Viva (con il ministro Bellanova), il presidente del Consiglio Conte avrebbe lanciato un avvertimento ai renziani. Secondo l’agenzia Adnkronos avrebbe invitato gli esponenti di Italia Viva a non fare giochini: «Dev’essere un governo di svolta e lo sarà. Siamo qui per fare le cose».

Il governo Conte 2 punta a ottenere da Bruxelles una flessibilità maggiore rispetto a un anno fa e vorrebbe aumentare il disavanzo pubblico per il 2020. La manovra dovrebbe attestarsi sui 30 miliardi di euro. Secondo le ultime indiscrezioni, il rapporto deficit/Pil dovrebbe essere fissato al 2,2%: ma proprio su questo numero, un anno fa avevamo assistito a un tira e molla con la Commissione Ue che aveva portato il rapporto deficit/Pil da 2,4% a 2,04%.

Le misure allo studio

La squadra di esperti del M5s vorrebbe puntare sul contrasto alle frodi da parte dei grandi evasori attraverso un software anti-evasione. La misura potrebbe portare dai 5 ai 7 miliardi, spiegano fonti di governo. Allo studio c’è anche un superbonus del 19% fino a 2500 euro di spesa (bonus ‘Befana’), per restituire fino a 475 euro ai contribuenti che nell’anno precedente abbiano speso fino a 2500, con carta o bancomat, per spese in alcuni settori che sono più a rischio evasione.

«Ci saranno interventi di revisione della spesa. Una revisione selettiva delle agevolazioni fiscali e interventi molto importanti di contrasto dell’evasione fiscale» ha spiegato il vice-ministro all’economia Antonio Misiani (Pd) prima del consiglio dei Ministri.

Nei prossimi tre mesi i vertici a Palazzo Chigi per definire gli elementi della prossima manovra economica diventeranno una costante, essendo questo tema il primo vero banco di prova della stabilità del governo. E già dalle prime mosse, si è colta una certa sintonia tra Movimento 5 Stelle e Italia Viva, il movimento fondato da Matteo Renzi: già ieri i due partiti avevano posto come obiettivo principale del governo quello di evitare l’aumento dell’Iva dopo che il ministro dell’Economia Gualtieri (Pd) aveva ipotizzato di rimodulare alcuni scaglioni Iva.

Questa mattina era stato il capogruppo Dem Andrea Marcucci ad accodarsi sul punto (“No a un amento dell’Iva neppure parziale”), e alla fine era uscito da Palazzo Chigi direttamente il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per fermare le polemiche nell’esecutivo e annunciare di lavorare invece alla riduzione dell’Iva. Pochi minuti prima della seduta a Palazzo Chigi è poi arrivato il tweet sibillino di Dario Franceschini, rivolto ai due leader di M5s e Italia Viva.

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