Giuseppe Pignatone è il nuovo presidente del Tribunale del Vaticano: l’accelerata del Papa dopo l’ultimo scandalo finanziario

L’ex procuratore della Repubblica di Roma sostituisce il giurista Giuseppe Dalla Torre

Aveva chiuso la carriera da magistrato con l’incarico di procuratore della Repubblica di Roma. Era andato in pensione lo scorso maggio, raggiunti i 70 anni. Il 3 ottobre, un bollettino della sala stampa della Santa Sede rende noto che Papa Francesco ha nominato Pignatone presidente dello Tribunale dello Stato della Città del Vaticano. L’ex procuratore di Roma si ritroverà come aggiunto promotore di giustizia l’avvocato Alessandro Diddi, già incrociato nel corso del processo Mafia Capitale essendo stato il difensore di Salvatore Buzzi.

Tra i dossier che si ritroverà sulla scrivania Pignatone, c’è quello sul recente scandalo finanziario tra le mura vaticane, con l’indagine su operazioni illecite promossa dal promotore di giustizia Gian Piero Milano e dall’aggiunto Diddi. L’inchiesta era partita da alcune segnalazioni da parte dello Ior e dall’ufficio del revisore generale e ha portato già il 2 ottobre alla sospensione cautelativa di cinque dipendenti vaticani, tra i quali monsignor Mauro Carlino, recentemente nominato da Papa Francesco capo dell’ufficio informazione e documentazione della Segreteria di Stato.

La carriera

Il magistrato, nato a Caltanisetta l’8 maggio 1949, si è laureato in Giurisprudenza nel 1971 all’Università degli Studi di Palermo. È pretore al Tribunale di Caltanissetta fino al 1977, quando diventa sostituto presso la Procura della Repubblica. Passeranno 31 anni prima che il Consiglio superiore della magistratura, il Csm, lo nomini procuratore capo a Reggio Calabria. A marzo 2012, il Csm affida a Pignatone il ruolo di procuratore della Repubblica di Roma. Il suo nome era stato più volte citato nelle trascrizioni delle intercettazioni nel processo di Perugia per Luca Palamara, con l’ex procuratore di Roma finito nel mirino della cordata interna al Csm che puntava a deciderne chi lo avrebbe succeduto.

La lotta alla mafia

Gran parte della sua carriera l’ha passata nel palazzo di Giustizia di Palermo, dove ha condotto numerosi indagini contro Cosa Nostra e suoi uomini di spicco: fu Pignatone, insieme a Guido Lo Forte, a condurre le indagini che porteranno alla condanna di Vito Ciancimino. Qualche anno dopo, sarà il coordinatore delle indagini che porteranno all’arresto del latitante Bernardo Provenzano.

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