Sparatoria in questura a Trieste, chef Rubio: «Giovani poliziotti impreparati, non mi sento sicuro»

Il noto cuoco attacca lo Stato e la Polizia: «Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente»

Circolano in rete commenti relativi alla tragedia di ieri pomeriggio in cui due agenti di 31 e 34 anni sono morti per mano di Alejandro Augusto Stephan Meran, il dominicano di 29 anni che si è impossessato delle loro armi nella questura di Trieste.

Una delle questioni che sta prendendo banco con insistenza nelle ultime ore è quella relativa alla sicurezza. Chef Rubio, in particolare, diffonde una critica rivolta sia alla polizia che allo Stato: «Inammissibile che un ladro riesca a disarmare un agente. Le colpe di questa ennesima tragedia evitabile risiedono nei vertici di un sistema stantio che manda a morire giovani impreparati fisicamente e psicologicamente. Io non mi sento sicuro in mano vostra».

Un affondo duro che ha attirato a sé molti commenti negativi da parte di chi ha chiesto allo chef di rispettare il dolore dei familiari. «Rispetto Rubio… Ti seguo e mi piaci ma potevi fare a meno di scrivere questo post irrispettoso nei confronti dei due poveri poliziotti», scrive uno di loro.

E ancora: «Di fronte a queste tragedie si deve solo riflettere sul pericolo che affrontano ogni giorno queste persone, probabilmente non esperte. Al di là di ogni pregiudizio verso i colpevoli».

La dinamica

I due fratelli domenicani – Alejandro Augusto Stephan Meran, di 29 anni, affetto da disagio psichico, e Carlysle Stephan Meran, di 32 – sono stati condotti in questura per degli accertamenti, dopo una denuncia per furto di uno scooter.

Il più giovane, l’autore della sparatoria, ha chiesto di andare il bagno. Uno dei due agenti lo ha accompagnato e, dopo una colluttazione da cui si deduce che Meran era senza manette, è riuscito a impossessarsi della sua pistola e ha aperto il fuoco contro di lui. Poi ha tentato di uscire dall’edificio ma si è trovato davanti un secondo agente contro il quale non ha esitato a sparare di nuovo.

Una volta a terra, ha sottratto la pistola anche a lui. Un terzo conflitto a fuoco è avvenuto in corrispondenza con l’uscita dall’edificio con l’agente di guardia. Lo sparatore è stato poi bloccato mentre il fratello ha provato a nascondersi nei sotterranei della questura. A quanto pare, per la paura legata a quanto stava accadendo.

Leggi anche: