Elezioni in Portogallo, cosa c’è da sapere e perché è un caso particolare (in 3 minuti)

Il premier uscente è in vantaggio nei sondaggi. Negli ultimi 4 anni il Paese ha conosciuto crescita economica e stabilità politica

Il Portogallo è chiamato alle urne. Ad essere primo nei sondaggi è il Partito Socialista (PS) di centrosinistra del premier uscente Antonio Costa, alla ricerca di un altro mandato. Sono 230 i seggi del Parlamento che i portoghesi devono rinnovare, in un voto che si profila un braccio di ferro tra il leader del PS, e Rui Rio, capo del Partito social-democratico (Psd) dal 2018; un voto che differenzia però il Portogallo dagli altri Paesi europei. Il Paese non è stato travolto dall’onda populista e la campagna elettorale non è stata guidata dalla questione dell’immigrazione.

Ansa | Rui Rio, il leader del partito social democratico, durante la campagna elettorale a margine delle elezioni; 4 ottobre 2019

Sì ai migranti

A proposito di immigrazione, in Portogallo vi è un ampio consenso sulla necessità di accogliere i migranti per fare fronte alla domanda di lavori non qualificati e per contribuire a compensare il basso tasso di natalità. Per questo, Costa – che si è ricandidato dopo quattro anni al potere – ha promesso che se verrà eletto proporrà di rendere l’immigrazione più facile abolendo un sistema di quote introdotto dal precedente governo di centro-destra.

Ansa | Il premier e segretario generale del Partito Socialista, Antonio Costa, mentre partecipa alla campagna elettorale tra le strade di Lisbona; 4 ottobre 2019

Da parte sua, Rio preferirebbe più cautamente trovare un equilibrio tra una politica delle porte aperte e le esigenze del Paese.

Alla base del problema c’è soprattutto il basso tasso di natalità, che minaccia il finanziamento del sistema di welfare. Per di più ci sono le previsioni Ue, secondo cui la popolazione del Portogallo scenderà a 6,6 milioni nel 2100 rispetto agli attuali 10,3 milioni.

I sondaggi

Ma la carta vincente di Costa rimane l’economia, che durante il governo PS (sostenuto da un’alleanza tutta di sinistra che include il Bloco e il Pcp) è passata da una crescita dello 0,19% nel 2014 al 2,1% nel 2018, mentre il tasso di disoccupazione si è dimezzato a circa il 6%. Il Partito ha guadagnato consensi tanto che i sondaggi lo danni tra il 36,5 e il 38% dei voti, consentendo a Costa di ottenere 114 deputati, due in meno della maggioranza assoluta.

Dietro dovrebbe arrivare il leader dell’opposizione, Rui Rio, salito dal 23% al 28% nelle ultime due settimane, una crescita che lo lascerebbe comunque con circa 83 deputati, sei meno di quelli attuali. Il marxista Bloco de Esquerda è accreditato dai sondaggi al 10% dei voti, terza forza, mentre la coalizione di comunisti e verdi, la Cdu, sarebbe quarta al 7%. Dietro il democristiano Cds-Pp, al 5% e il partito animalista Pan, che potrebbe arrivare al 4%, il che gli permetterebbe di passare dall’attuale unico deputato fino a 5.

Un Paese per pensionati

Con il mandato di Costa è la seconda volta negli ultimi 20 anni che in Portogallo una legislatura si conclude al suo termine naturale di 4 anni, indice di stabilità politica del Paese. Un Paese che grazie alla politica di facilitazione fiscale, tasse zero per i pensionati stranieri che scelgono di prendervi la residenza, ha attirato molti italiani.

Tra le ultime misure approvate dal Governo Costa e entrate in vigore all’inizio di ottobre, spicca la riforma sull’edilizia e sulle abitazioni. La nuova norma, accolta tra i favori delle Nazioni Uniti, che l’hanno definita una pietra miliare fondamentale per il diritto all’abitare, proibisce lo sfratto di persone vulnerabili a meno che lo Stato non sia in grado di fornire soluzione abitative alternative.

Tra le altre cose, lo Stato si farà carico di mettere in atto misure di protezione per tutte quelle persone a rischio sfratto, come un’adeguata informazione, supporto legale, come anche la proibizione di condurre sfratti notturni. La nuova legge sull’edilizia ha tra gli obiettivi espliciti quello di ridurre il numero di senzatetto nelle strade, privilegiando l’uso di beni immobili pubblici per fornire alloggi a prezzi accessibili.

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