Siria, ambasciatore turco in Italia: «Ankara non è contro i curdi»

«I curdi sono molto contenti di questa operazione», ha dichiarato Murat Salim Esenli in una conferenza stampa a Roma

Continua l’offensiva turca nel nord-est della Siria dopo il ritiro delle truppe statunitensi. Le ong locali hanno riferito che altri sette civili sono stati uccisi nella giornata di oggi. In mattinata il ministero della Difesa di Ankara aveva annunciato la morte del primo soldato turco dall’inizio delle operazioni. Altri tre sono rimasti feriti.

Conte: «L’Ue non accetti il ricatto turco»

Da Bruxelles si è alzato l’appello dell’Europa a un cessate il fuoco. Il premier italiano Giuseppe Conte ha respinto le minacce di Ankara sui rifugiati: «Lo dirò forte e chiaro al prossimo Consiglio europeo: l’Ue non può accettare questo ricatto dalla Turchia», ha detto il presidente del Consiglio da Isernia. «L’iniziativa militare deve cessare immediatamente e l’Ue e tutta la comunità internazionale dovrà parlare con una sola voce».

L’ambasciatore turco: «Non siamo contro i curdi»

Intanto, l’ambasciatore turco in Italia, Murat Salim Esenli, ha commentato la sua convocazione da parte del ministro degli Esteri, Luigi di Maio, chiarendo che Ankara non è contro il popolo curdo: «I turchi non sono contro i curdi. La Turchia è contro le organizzazioni terroristiche. In questa operazione noi non stiamo prendendo di mira i curdi, noi prendiamo di mira l’organizzazione terroristica dell’Ypg Pyd», sigle che rispettivamente indicano le milizie curde dell’Unità di protezione popolare e il Partito dell’Unione Democratica curdo, nel nord della Siria.

«Lo Ypg è una minaccia»

«Noi trattiamo allo stesso modo tutte le organizzazioni terroristiche». Secondo la Turchia, l’Ypg «è una minaccia all’integrità territoriale della Siria» e «come Turchia vogliamo che la Siria sia un territorio stabile», ha dichiarato l’ambasciatore aggiungendo che anche le Forze Democratiche Siriane (Fds), ossia l’alleanza di milizie nella guerra civile siriana formata principalmente da curdi, sono un «eufemismo per dare look accettabile all’Ypg Pyd, una tattica usata già dal Pkk».

«Questa operazione, “Peace Spring”, non è la prima del suo tipo, è la terza nella regione», ha spiegato il diplomatico, ricordando le precedenti «Scudo dell’Eufrate» nel 2016 e «Ramoscello d’ulivo» nel 2018, portate avanti, secondo Ankara, «per far tornare i curdi arabi e siriani nelle loro case» nel nord della Siria. Secondo l’ambasciatore «i curdi sono molto contenti di questa operazione» perché «ci appoggiano contro l’Ypg Pyd».

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