Piano piano la politica si accorge dell’inchiesta bomba di Report sulla rete internazionale russo-cristiana di Salvini

Letta, Gentiloni, Ascani e Zingaretti si congratulano con la trasmissione di Rai 3 per il servizio andato in onda la sera del 21 ottobre. E assicurano: «Ignorarla sarà difficile»

L’inchiesta del programma di approfondimento di Rai 3 ha messo in luce legami quantomeno ambigui tra oligarchi russi, fondazioni milionarie legate all’estrema destra, associazioni ultraconservatrici americane e la Lega di Matteo Salvini. La Fabbrica della Paura è il titolo del servizio di Giorgio Mottola. Ed è riuscito ad aprire nuovi scenari nell’inchiesta dei presunti soldi russi alla Lega.

Anche la politica, in colpevole ritardo, si è resa conto dell’importanza di alcune vicende emerse durante la trasmissione, la sera del 21 ottobre. «Dall’inchiesta di Report, su Rai 3, una ricostruzione accurata e ben fatta da cui scaturiscono molti interrogativi sulla Lega. Notizie inquietanti per la tenuta della democrazia italiana. Chi deve indagare indaghi per fare piena luce su tutta la vicenda», ha scritto il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti.

«Dopo la puntata di ieri di Report di Ranucci su Salvini e la pista russa non può non succedere nulla. Non può tutto continuare come prima. Non può. No, non può», è il commento che arriva dall’ex primo ministro Enrico Letta, sempre dall’area dem.

Il viceministro dell’Istruzione Anna Ascani, del Pd, ha scritto: «Report getta ulteriormente un’ombra inquietante sul #RussiaGate. Penso sia giunto il momento di far luce su tutto questo. Per non parlare poi delle “simpatie neonaziste” di Savoini e delle dichiarazioni omofobe e misogine dell’oligarca russo. Cos’altro dobbiamo vedere?».

Paolo Gentiloni, sempre Pd, fa i complimenti alla trasmissione: «Una bella inchiesta giornalistica che fa anche ottimi ascolti – e poi assicura -. Ignorarla sarà difficile».

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