Sondaggi, Franceschini è il ministro più apprezzato. Di Maio fuori dalla top five

Esclusi dalle prime dieci posizioni anche la ministra Paola De Micheli, Stefano Patuanelli e Francesco Boccia

Buone notizie per il governo giallorosso. Il responso del monitoraggio “Minister monitor”, realizzato su un campione di 1000 persone in tutte le Regioni italiane da Euromedia Research, in collaborazione con Klaus Davi, ha restituito dati interessanti.

I ministri più apprezzati

In testa alla classifica, tra i ministri con un elevato indice di fiducia, c’è Dario Franceschini, ai Beni e alle Attività culturali, che ottiene il 38,2%. A seguire Sergio Costa, ministro dell’Ambiente che si ferma al 33,1% guadagnando 3,6 punti rispetto alla precedente rilevazione.

Terza la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, a quota 32,8%. Bene anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede al 29,3%; poco sotto la ministra alle Politiche agricole, alimentari e forestali Teresa Bellanova al 29%.

Di Maio fuori dalla top five

Resta fuori dalla top five Luigi Di Maio; non entrano nella top ten, invece, la ministra alle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli, il ministro per gli Affari regionali e autonomie Francesco Boccia e il ministro allo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, con 20,3 punti di fiducia.

«Travolti dalle urgenze dell’agenda istituzionale, forse alcuni ministri hanno un po’ trascurato una comunicazione mainstream – dichiara il giornalista e massmediologo Klaus Davi – cosa che invece andava fatta per spiegare agli italiani la ratio di questa nuova alleanza, che ha anche delle ottime ragioni ma sono state spiegate male o sovrastate da risse. La contrapposizione poi non aiuta, anzi semina sfiducia e distacco […] Va detto anche che, in alcuni casi, come quello di una persona competente come il ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola (18° con 17,3), gioca un ruolo importante l’impopolarità delle istituzioni europee che si riversano inevitabilmente sul percepito del dicastero di riferimento italiano».

«Questi dati dovrebbero suggerire più umiltà e un maggiore sforzo di trasparenza verso i cittadini» ha concluso Davi.

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