Greta Thunberg rifiuta il premio del Consiglio nordico (e 46 mila euro)

Non si tratta della prima volta che la giovane attivista riceve un premio e finisce per rifiutarlo

«Il movimento climatico non ha bisogno di altri premi». Greta Thunberg non fa sconti neppure al Consiglio nordico e rifiuta il premio per l’ambiente offerto dal forum di Paesi nordici, tra cui la sua Svezia, in una lettera pubblicata in seguito su Instagram.

L’inizio sembra promettere bene: «Attualmente sono in viaggio in California e non potrò essere presente con voi oggi. Voglio ringraziarvi per questo premio. È un onore enorme».

Ma, c’è un ma. «Il movimento climatico non ha più bisogno di premi. Quello di cui abbiamo bisogno è che i nostri politici e le persone che ricoprono posizioni di potere comincino ad ascoltare la scienza». A partire dai Paesi nordici.

«I nostri Paesi non fanno nulla»

A partire dalla Svezia che – nonostante la reputazione di Paese virtuoso sotto il profilo della sostenibilità ambientale – produce 4 volte il numero di emissioni rispetto al limite consigliato. O dalla Norvegia, citata da Thunberg perché il governo avrebbe da poco concesso dei nuovi permessi per la produzione di gas naturale e di petrolio.

Queste le motivazioni citate da Greta Thunberg nel dire di «no» – a nome di tutto il movimento Fridays for future – al premio, rifiutando così anche 46mila euro. Non si tratta della prima volta che la giovane attivista riceve un premio e finisce per rifiutarlo.

L’anno scorso Thunberg rifiutò il Children’s Climate Prize perché tra i finalisti c’era chi aveva deciso di volare in aereo a Stoccolma per riceverlo. Più recentemente Thunberg è stata anche nominata per il premio Nobel per la Pace, poi andato al premier etiope Abiy Ahmed.

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I have received the Nordic Council’s environmental award 2019. I have decided to decline this prize. Here’s why: “I am currently traveling through California and therefore not able to be present with you today. I want to thank the Nordic Council for this award. It is a huge honour. But the climate movement does not need any more awards. What we need is for our politicians and the people in power start to listen to the current, best available science. The Nordic countries have a great reputation around the world when it comes to climate and environmental issues. There is no lack of bragging about this. There is no lack of beautiful words. But when it comes to our actual emissions and our ecological footprints per capita – if we include our consumption, our imports as well as aviation and shipping – then it’s a whole other story. In Sweden we live as if we had about 4 planets according to WWF and Global Footprint Network. And roughly the same goes for the entire Nordic region. In Norway for instance, the government recently gave a record number of permits to look for new oil and gas. The newly opened oil and natural gas-field, ”Johan Sverdrup” is expected to produce oil and natural gas for 50 years; oil and gas that would generate global CO2 emissions of 1,3 tonnes. The gap between what the science says is needed to limit the increase of global temperature rise to below 1,5 or even 2 degrees – and politics that run the Nordic countries is gigantic. And there are still no signs whatsoever of the changes required. The Paris Agreement, which all of the Nordic countries have signed, is based on the aspect of equity, which means that richer countries must lead the way. We belong to the countries that have the possibility to do the most. And yet our countries still basically do nothing. So until you start to act in accordance with what the science says is needed to limit the global temperature rise below 1,5 degrees or even 2 degrees celsius, I – and Fridays For Future in Sweden – choose not to accept the Nordic Councils environmental award nor the prize money of 500 000 Swedish kronor. Best wishes Greta Thunberg”

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Come si finanzia Greta Thunberg?

La giovane attivista, spesso accusata di essere al soldo di terzi, ha pubblicato a febbraio un post sulla sua pagina Facebook in cui spiegava che né lei, né alcun membro della sua famiglia ha mai ricevuto finanziamenti in cambio del proprio impegno per il clima.

Sarebbero dunque i genitori di Thunberg a pagare per le sue trasferte. I ricavi del libro pubblicato dalla sua famiglia – disponibile anche in Italia – andranno a 8 Onlus del mondo dell’ambientalismo, dei diritti degli animali e della salute infantile.

As the rumours, lies and constant leaving out of well established facts continue, please share this newly updated…

Posted by Greta Thunberg on Monday, February 11, 2019

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