Chi è Luca Castellini: l’ultrà dell’Hellas Verona e coordinatore di Forza Nuova che inneggia a Hitler – Il video

«Ci sono problemi a dire la parola ne**o? Mi viene a prendere la Commissione Segre perché chiamo uno ne**o?». E sulle atrocità di Hitler: «Sempre ‘sta storia degli ebrei. Non ha senso. Hanno subito un genocidio? Eppure comandano il mondo»

Militante di Forza Nuova da 20 anni, Luca Castellini, che è anche un capo ultras dell’Hellas Verona, ha sferrato un attacco razzista a Mario Balotelli: «È italiano perché ha la cittadinanza italiana ma non potrà mai essere del tutto italiano».

Il veronese, per difendere poi la curva della sua squadra, ha aggiunto: «Ce l’abbiamo anche noi un ne**o in squadra che ha segnato, e tutta Verona gli ha battuto le mani», riferendosi a Eddie Salcedo, giocatore italiano di origini colombiane.

Nell’intervista rilasciata ai microfoni dell’emittente veneta Radio Cafè, Castellini deride, ancora una volta, la Commissione Segre: «Ci sono problemi a dire la parola ne**o? Mi viene a prendere la commissione Segre perché chiamo uno ne**o? Mi vengono a suonare il campanello?».

Ma andando a pescare tra le dichiarazioni del suo passato, quando già era diventato un personaggio pubblico, si scopre che Castellini è anche un difensore di Adolf Hitler: «Inneggiare a Hitler è goliardia. Le sue atrocità? Molto meno di quelle della democrazia, della chiesa e di Stalin», ha detto alle telecamere di La7.

La difesa di Hitler

È durante la festa della curva sud dell’Hellas Verona, nel 2017, che Castellini sfoggia la sua ammirazione (per lui si tratta sempre di goliardia) per il Führer: «Chi ha permesso questa serata, chi ha fatto da garante ha un nome. Adolf Hitler!». E giù una serie di bestemmie tra la folla, dalle quali prendiamo le distanze. Ma sono i cori, rodati e conosciuti da centinaia di tifosi, che fanno intendere come il nazismo sia un concetto ben permeato nella tifoseria veronese.

«Adolf Hitler is my friend», cantano saltellando. E un attimo dopo: «Siamo una squadra fantastica / fatta a forma di svastica / che bello è / allena Rudolf Hess», in riferimento al politico nazista che ricoprì l’incarico di vice Führer della Germania. Ecco il video di quella serata.

Alla giornalista Francesca Fagnani che gli chiede di condannare le atrocità di Hitler, Castellini si rifiuta di rispondere. Anzi, rilancia: «Sempre ‘sta storia degli ebrei. Non ha senso. Hanno subito un genocidio? Eppure comandano il mondo».

Una breve biografia

Nato a Verona nel 1975, Castellini è stato candidato sindaco del Comune nel 2012. Sposato, genitore di due figli e diplomato in ragioneria. Dal 1999 è entrato a far parte del partito fondato da Roberto Fiore. Una scalata interna l’ha portato a diventare coordinatore di Forza Nuova del Nord Italia.

L’attacco a Balotelli

Ha ribadito che non escluderebbe dalla curva «quelle dieci, sette persone che hanno fatto gli ululati» a Balotelli. E ha fornito la sua interpretazione del gesto del calciatore che, all’ennesimo “buu”, ha scaraventato il pallone verso la curva: «Balotelli, che è un giocatore finito, ha deciso, spinto secondo me da qualcuno e qualcosa, di fare quella pagliacciata e a lanciare il pallone in curva».

Poi ha aggiunto: «L’anno prossimo Balotelli non gioca più a calcio, andrà in televisione a fare la prima donna. Appena è stato sotto la curva del Verona ha deciso di lanciare il pallone. A Verona lui si infastidisce perché gli cantiamo “Mario Mario” e lui preferisce essere insultato, come fanno tutti quanti». E ha concluso con un’accusa pesante: «Ha infamato Verona».

La nota di Forza Nuova a firma Castellini

«”Quando mi ricapiterà di venire a Verona? Meglio sfruttare l’occasione”. Questo avrà pensato Mario Balotelli appena giunto nei pressi della bandierina del calcio d’angolo. Per un giocatore di calcio finito (gioca da fermo), consapevole di essere al suo ultimo anno nel calcio che conta e che sa di dover per forza trovarsi altri ambiti per raccogliere soldi, quale miglior palcoscenico se non Verona per rilanciare il suo ruolo di icona mediatica antirazzista?».

«Dal prossimo anno, più inquartato e dopo qualche corso di dizione, lo vedremo calcare gli studi televisivi, dalla D’Urso a Costanzo, nel suo nuovo ruolo di ennesimo centravanti mediatico al servizio del nuovo Ministero della Verità. C’era un altro “ne**o” in campo domenica: il nostro, un diciottenne che ha giocato da migliore in campo, ha segnato ed è stato applaudito da tutto il Bentegodi, dando una sonora lezione a quell’altro “ne**o”, calcisticamente ed umanamente finito».

Le idee politiche

Sotto l’egida della passione calcistica, ha fatto trapelare una certa simpatia per i totalitarismi del Novecento e ha difeso il coro: «Siamo una squadra fatta a forma di svastica». Contrario alla Commissione voluta dalla senatrice Liliana Segre, a suo dire istituito perché «quando il sistema si sente attaccato o nasconde al pubblico qualche porcata, ricorre al paradigma antisemitismo uguale ad antinazionalismo». Ma il politico, sui suoi social, ha criticato pesantemente Greta Thunberg, diffondendo un fotomontaggio che allude a un disegno di George Soros.

Avversione verso i migranti, uscita dall’Unione europea e posizioni reazionarie sulla famiglia completano le coordinate politiche lungo le quali si muove la propaganda di Castellini su Twitter. Ma, il calcio, trova spesso spazio tra i suoi post. Per ultimo, una pesante associazione tra la nuova maglia della Nazionale color verde bottiglia e la globalizzazione: «Ecco la neo-maglia “rinascimento” della nazionale italiana presentata dalla “neo-gioventù”: lugubre, apatica, correct, incolore, multietnica. La guerra mondiale per l’eliminazione delle differenze e per la sostituzione etnica passa anche dalla cancellazione del #Tricolore».

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