Usa 2020, Bloomberg pronto a candidarsi contro Trump. La rivelazione del New York Times

Definitì Trump «un pericoloso demagogo». L’ex sindaco di New York riterrebbe il candidato Joe Biden «debole», mentre Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, secondo lui, non possono vincere

L’ex sindaco di New York Michael Bloomberg sarebbe pronto a candidarsi per le presidenziali Usa 2020. A rivelarlo è il New York Times. Non ci sono ancora conferme ufficiali, ma secondo il quotidiano statunitense il magnate 77enne avrebbe preparato i documenti per presentare la sua candidatura in Alabama che designerà il suo candidato democratico al Super Tuesday del prossimo tre marzo. L’ex sindaco di New York riterrebbe il candidato Joe Biden «debole», mentre Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, secondo lui, non possono vincere.


Tra i fattori che avrebbero fatto cambiare idea a Bloomberg, che lo scorso marzo aveva escluso di candidarsi, il crollo di popolarità di Joe Biden e il successo dei democratici in Virginia all’Election Day del 2019, anche grazie al suo contributo nel fare lobby per una stretta sulle armi.


Il primo cittadino della Grande Mela dal 2001 al 2013 è uno degli uomini più ricchi degli Stati Uniti. Eletto sindaco con il partito repubblicano, lo ha poi abbandonato diventando indipendente fino al 2018 quando si è iscritto al partito democratico. È percepito come un centrista da Wall Street che considera Elizabeth Warren e Bernie Sanders due democratici troppo liberal per guidare il Paese.

Ma su armi, ambiente, immigrazione e diritti civili, l’ex sindaco ha un atteggiamento progressista. Durante la convention democratica del 2016, Bloomberg definì Trump «un pericoloso demagogo» rivendicando di aver anche lui costruito un impero ma da nulla e «non con il primo milione regalo di papà».


«Se stai cercando piani politici molto popolari che possano fare un’enorme differenza per le famiglie dei lavoratori, inizia da qui», ha twittato Warren dando il “benvenuto” a Bloomberg e postando il suo “calcolatore per miliardari” che consente agli elettori di verificare quanto pagherebbero di tasse i “paperoni” se lei venisse eletta presidente.

Il piano di Warren prevede una tassa del 2% sui patrimoni netti tra 50 milioni e un miliardo e del 3% su quelli oltre il miliardo. Bloomberg, che ha dichiarato una ricchezza di 52 miliardi di dollari, è uno degli esempi citati da Warren nel suo calcolatore che stima per lui tasse per 3,078 miliardi di dollari il prossimo anno se la senatrice venisse eletta.

«Sempre più miliardari che cercano più potere politico sicuramente non rappresentano il cambiamento che serve all’America. La classe dei miliardari è spaventata e deve esserlo», è stato il commento di Sanders mentre Biden per ora tace.

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