Sardine, Mattia Santori: «Berlusconi ha scoperto la tv, Grillo internet, Salvini Facebook. Noi abbiamo riportato i giovani in piazza» – Il video

L’ideatore del movimento esclude che le sardine possano diventare un partito. E a Salvini che lo definisce un movimento “contro” e “senza idee” dice: «Se fosse così non riempiremmo le piazze come stiamo facendo ora»

Assediato dai giornalisti, acclamato dalla folla: Mattia Santori sembra il leader del movimento delle Sardine che lui stesso ha ideato, un po’ per gioco, a Bologna. Ma il 32enne si smarca da questa definizione: «Non c’è un capo, è un movimento che nasce dal basso, i protagonisti sono loro: le Sardine», dice a Open, indicando la piazza di Rimini.

Santori – capelli ricci, faccia pulita, accento bolognese – si ferma a parlare poco prima della manifestazione. Pochi metri più in là, Matteo Salvini ha appena inaugurato la nuova sede della Lega. Gli chiediamo come risponde al segretario leghista che ha definito quello delle Sardine un movimento “contro”, privo di idee. «Secondo me, senza idee riuscire a riempire le piazze che stiamo riempendo noi non è possibile. Questa piazza ha un contenuto che non è esplicitato, ma è implicito nelle persone che vengono. Questa è la più grande risposta al populismo di destra, riempire di contenuti il cervello per non riempire di contenuti falsi la pancia», risponde.

Ormai il movimento che ha lanciato da Bologna, come un’onda, si è diffuso in tutta Italia, e anche all’estero, arrivando fino agli Stati Uniti. Si dice felice di un seguito così grande, ma allo stesso tempo molto sorpreso. «Non ci aspettavamo questa grande risposta. E non ci aspettavamo di trovare un vuoto così grande nell’identità nazionale, politica e civile dell’Italia», afferma.

Definisce quello delle Sardine come un movimento «apartitico, ma non apolitico». E a chi gli mostra sondaggi che darebbero le Sardine al 15% se dovessero candidarsi alle elezioni, smentisce categoricamente questa possibilità, così come quella di schierarsi in un futuro immediato con qualche partito: «Credo che questo 15% dovrà essere colto dalla politica che già è in essere. È chiaro che decideranno loro come raccogliere questa eredità, credo che in questo momento perderemmo di credibilità».

Mattia Santori e Samuele Ramberti alla manifestazione di Rimini

Mentre parla, la piazza sotto di lui si riempie di giovani, molti dei quali prima delle Sardine non avevano mai manifestato. Altri dicono di non scendere in strada «dai tempi dell’università». «Come hai fatto», gli chiediamo? «Secondo la mia analisi sociologica “da bar” penso che Berlusconi abbia scoperto la tv, Grillo ha scoperto Internet, Salvini Facebook e noi abbiamo riscoperto le piazze, ed era forse l’antidoto migliore davanti a uno strumento che sembrava inespugnabile come il web e come i social network», risponde.

Poi scappa, prende il microfono, parla alla folla. A fine serata intona una canzone ispirata agli Skiantos insieme a Samuele Ramberti, l’organizzatore del flash mob di Rimini. Poco dopo scoprirà che hanno oscurato l’account del movimento. E dirà in una nota: «Un mare silenzioso fa molto più rumore di quanto si possa pensare».

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