Denunciato per diffamazione Giulietto Chiesa, ma lui decide di patteggiare

Accusato di aver diffamato un reporter italiano nel Donbass, Chiesa non si è dichiarato innocente preferendo patteggiare

Giulietto Chiesa, giornalista e politico fondatore di PandoraTV, noto per le sue posizioni pro Russia e cospirazioniste – ricordiamo quando Peter Gomez pubblicò una nota dove prendeva le distanze per un articolo pubblicato nel blog de Il Fatto Quotidiano – era stato denunciato nel 2017 da Mauro Voerzio con l’accusa di diffamazione nei suoi confronti. Giulietto Chiesa, difeso dall’avvocato Antonio Ingroia, ha patteggiato.

La sentenza del 13 novembre 2019.

Mauro Voerzio, reporter nel Donbas e già responsabile italiano di Stopfake.org, aveva denunciato il giornalista per diffamazione a mezzo stampa (art. 595 c.3 c.p.) a seguito della pubblicazione nel 2017 di un video – su Youtube e sul canale PandoraTV – in cui sosteneva che lo stesso Voerzio infrangesse le leggi italiane, che avrebbe partecipato a una operazione nazista e fascista nel Donbass e che avrebbe una dubbia attività a Kiev e in Ucraina.

Il decreto di citazione a giudizio con i reati contestati a Chiesa.

Giulietto Chiesa, patteggiando, ha preferito dunque non contestare l’accusa – non dichiarandosi innocente – in cambio di uno sconto della pena. Inoltre, attraverso il patteggiamento non porterà all’iscrizione nel certificato del casellario giudiziale. Ora è tenuto a pagare una multa di 1.500 euro, ma ciò che non si legge nella sentenza è l’obbligo di rimozione del video diffamatorio ai danni di Mauro Voerzio che, a seguito dei fatti, proseguirà per le vie legali in sede civile.