‘Ndrangheta, Roberto Rosso (FdI) si dimette anche da consigliere di Torino

Il politico è stato arrestato lo scorso 20 dicembre dalla Guardia di Finanza con l’accusa di voto di scambio politico mafioso

Dopo aver lasciato la poltrona di assessore ai Diritti civili della Regione Piemonte, Roberto Rosso, arrestato lo scorso 20 dicembre dalla Guardia di Finanza con l’accusa di voto di scambio politico mafioso, ha rassegnato le dimissioni anche da consigliere regionale e da consigliere comunale di Torino.


Una decisione personale, precisa il suo legale, l’avvocato Giorgio Piazzese, «maturata nella sua coscienza per il rispetto verso le Istituzioni e i cittadini». «Non era obbligato a dimettersi – precisa il difensore – la sua è stata una scelta etica autonoma per senso di responsabilità politica».

Rosso, prosegue il legale, è «consapevole della propria totale estraneità alla criminalità organizzata» e «auspica che la vicenda sia trattata nelle competenti sedi giudiziarie, le sole dove può e deve trovare soluzione». Le dimissioni sono state ufficializzate sia in piazza Castello, sia a Palazzo di Città.

A lungo parlamentare di Forza Italia, era stato candidato alla carica di sindaco di Torino negli anni ’90, e Rosso era poi transitato in Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. Tra le accuse ci sarebbe anche quella di scambio elettorale politico-mafioso: avrebbe pagato 15 mila euro a esponenti della ‘Ndrangheta in cambio della promessa di un “pacchetto” di voti alle ultime regionali in Piemonte del 26 maggio.

Il politico era finito in manette il giorno dopo l’imponente operazione “Rinascita-Scott” guidata dal procuratore Nicola Gratteri a Catanzaro, che ha portato all’arresto di oltre trecento persone, tra i quali diversi politici locali e nazionali, oltre a professionisti e dipendenti pubblici.

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