Investimenti e mille posti di lavoro: il piano di Autostrade per scongiurare la revoca delle concessioni

L’ad di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi ammette alcune responsabilità della società, ma avverte: «Senza le concessioni e con l’indennizzo previsto dal decreto Milleproroghe l’azienda andrà in default». A rischio «il futuro dei settemila dipendenti dell’azienda»

Un piano di investimenti, e di assunzioni: è quello che l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi offre al governo per scongiurare la revoca delle concessioni. In un’intervista a La Repubblica il manager ammette alcune responsabilità del passato e annuncia un cambio di passo nella gestione delle infrastrutture pubbliche.

Tomasi, 52 anni, ingegnere, dal febbraio scorso è l’amministratore delegato di Autostrade. Il suo compito oggi è quello di salvare l’azienda dal fallimento. «Senza le concessioni e con l’indennizzo previsto dal decreto Milleproroghe l’azienda andrà in default», premette senza mezzi termini. Il consiglio d’amministrazione della società ha varato da poco piano strategico 2020-2023 di “trasformazione dell’azienda” con il fine di persuadere l’esecutivo dell’affidabilità dei gestori.

D’altro canto l’affidabilità del debito di Autostrade è stato valutato dalle agenzie internazionali di rating come junk, spazzatura. E Tomasi non nasconde la sua preoccupazione per «il futuro dei 7mila dipendenti dell’azienda che lavorano con dedizione e per la possibilità di essere una risorsa per questo Paese». 7mila persone che – questa la conseguenza paventata – potrebbero altrimenti rischiare il lavoro.

«Penso che non sempre ci sia consapevolezza della complessità di questa società e del Gruppo Atlantia, delle implicazioni sociali e degli impatti che un’eventuale revoca potrebbe comportare», aggiunge.

I report truccati e il ponte Morandi

Arrivano però, parallelamente, le ammissioni di responsabilità, soprattutto sui report truccati. «Una vicenda deprecabile – ammette Tomasi – Siamo intervenuti rimuovendo i responsabili». Ora l’azienda vuole puntare su un piano di investimenti e manutenzione, ma anche lavorare per «ricostruire la fiducia tra noi e gli utenti, tra noi e il Paese. Il crollo del Morandi è stato uno spartiacque. Una tragedia di assoluta gravità – continua l’ad – che non poteva non obbligarci a ripensare i nostri processi produttivi e la nostra stessa organizzazione. Questa azienda va trasformata e questo piano strategico vuole esserne la dimostrazione»

Per operare una svolta, secondo Tomasi, è necessario inserire nel gruppo «persone con culture aziendali diverse, alzando l’attenzione sulla formazione, rendendo più responsabili i vari livelli, rafforzando i controlli e la trasparenza perché le informazioni devono essere condivise. Serve un cambio culturale e di modelli manageriali».

Il piano di investimenti

E poi i dettagli concreti del piano di investimenti, quasi un’ultima offerta al governo perché non ricorra alla revoca delle concessioni. E quella parola, «pacificazione», che ricorre nell’intervista. Fare pace con le istituzioni e con i cittadini.

Per Tomasi la strada è appunto il piano: «una crescita degli investimenti con un incremento pari a tre volte quello realizzato negli ultimi anni; un aumento delle risorse destinate alla manutenzione del 40 per cento; l’assunzione nell’arco del quadriennio 2020-2023 di mille persone; l’avvio di una processo di digitalizzazione sia dei controlli delle “opere d’arte” lungo la nostra rete autostradale, sia dei processi aziendali».

«Per fare tutto questo, però, – chiarisce Tomasi – non possiamo prescindere dalla necessità di avere un piano economico finanziario bilanciato con una prospettiva di medio-lungo termine».

Insomma, servono la garanzie da parte del governo che non arrivi la revoca delle concessioni e il passaggio della gestione dei tremila chilometri di autostrade all’Anas, come scritto bianco su nero nel decreto Milleproroghe.

In copertina Roberto Tomasi nuovo Ad di Autostrade, durante una breve dichiarazione ai gionalisti. Genova, 2 dicembre 2019. ANSA/Luca Zennaro

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