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Coronavirus, il virologo del Gemelli frena sulla donna guarita in Thailandia: «Ancora pochi dati su cocktail di farmaci»

03 Febbraio 2020 - 14:13 Redazione
epa08189713 A staff member takes the temperature of shoppers as they enter a shopping mall at in Bangkok, Thailand, 03 February 2020. Thailand has reported 19 case of novel coronavirus since its outbreak in China. The virus has killed at least 362 people and infected 17,000 more since it was discovered in Wuhan. According to the Tourism Authority of Thailand, Thailand is expecting a drop in Chinese arrivals by as much as 80 percent in the first four months of 2020, due to concerns regarding the coronavirus.  EPA/RUNGROJ YONGRIT
Non saranno brevi neanche i tempi per il vaccino, secondo il direttore di virologia dell'ospedale romano
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Dopo la guarigione di una donna a Bangkok contagiata dal Coronavirus, il virologo Roberto Cauda invita alla cautela. Il direttore della Uoc di malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma ha spiegato quanto sia prematuro riporre speranze sulla terapia combinata con tre antivirali, un noto farmaco contro l’influenza e due per il virus dell’Aids, che avrebbero funzionato sulla paziente in Tailandia.

Il virologo considera poi l’ipotesi di un vaccino ancora prematura: «aver isolato il virus è sicuramente il punto di partenza per sviluppare un vaccino, sottolinea, ma restano da scoprire le parti del genoma virale più utili per crearlo».

«Per allestire un vaccino forse i tempi sono brevi, anche tre mesi – dice Cauda – ma ci vuole almeno un anno prima che tale vaccino arrivi alla popolazione, perché andrebbe comunque testato per garantirne sicurezza ed efficacia». Al momento, sottolinea, lo strumento più efficace contro il Coronavirus – ripensando anche alla Sars – è rappresentato dalle misure di contenimento per bloccare l’epidemia. Se si riesce a contenere la diffusione del virus, un ipotetico vaccino potrebbe risultare anche inutile in futuro.

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