Crac Alitalia, chiusa l’indagine: Montezemolo rischia il processo per bancarotta – Le carte

Sotto accusa la gestione Etihad. Gli slot di pregio “svenduti” alla compagnia

Chiusa l’indagine per il crac di Alitalia Sai, avvenuto nel 2017. In queste ore la procura di Civitavecchia sta notificando l’avviso di conclusione delle indagini a ventuno dirigent, tra i quali Roberto Colaninno (membro del cda) e Luca Cordero di Montezemolo.


Ad essere indagati per bancarotta sono in particolare tre manager, tra i quali lo stesso Cordero di Montezemolo che fino al 2017 è stato presidente della compagine Alitalia Sai. Sotto la lente degli inquirenti che hanno coordinato l’indagine svolta dalla Guardia di finanza, è finito, in particolare, il valore attribuito allo slot Roma Londra, ceduto ad Etihad: un valore sottostimato, si legge nel capo di imputazione inviato agli indagati. Nel bilancio 2016 è stata poi infilata una plusvalenza fasulla di circa 39 milioni di euro, per evitare di evidenziare il calo del patrimonio netto.

Complessivamente, insomma, la procura di Civitavecchia valuta che la cessione degli slot “di pregio” ad Etihad sia stata una delle principali cause della successiva bancarotta di Alitalia Sai. E che, proprio sapendo che quella cessione sarebbe stata un danno, i manager di Alitalia affidarono la consulenza che doveva valutare l’accordo a manager interni all’azienda – che non sarebbero stati liberi di valutare cosa accadeva- evitando persino di affidar loro tutte le scritture contabili, necessarie per valutare il reale impatto dell’operazione.

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