Ultime notizie GiovaniIncidenti ferroviariLegge di bilancioScioperiTasse
ATTUALITÀCampaniaCarabinieriGiovaniInchiesteNapoliSparatorie

Ventitré anni, in servizio da poco: quello che sappiamo sul carabiniere di Napoli che ha sparato al 15enne

02 Marzo 2020 - 09:39 Redazione
Era a bordo di un'autovettura insieme con un ragazza, il carabiniere 23enne che ha sparato ad un 15enne, ferendolo mortalmente mentre il minore lo minacciava con una pistola per un tentativo di rapina. Secondo la ricostruzione del Comando provinciale dei carabinieri di Napoli, nella tarda serata di ieri, nella zona di Santa Lucia, un 15enne, armato di pistola e con il volto coperto con scaldacollo e casco, giunto in Via Generale Orsini con uno scooter insieme con un complice, ha tentato di rapinare l'orologio al militare, in abiti civili, che era a bordo della propria auto. La vittima, carabiniere in servizio in provincia di Bologna, con la minaccia dell'arma puntatagli alla tempia, dopo essersi qualificato, sottolinea il Comando provinciale, ha sparato tre colpi con la pistola d'ordinanza, ferendo il 15enne, deceduto poco dopo in ospedale.
ANSA/CESARE ABBATE
Carabiniere semplice, aveva concluso l'addestramento da pochi mesi, era in servizio a Bologna, si trovava a Napoli per una visita ai parenti e alla sua fidanzata
Google Preferred Site

Ventitré anni, otto in più rispetto al giovane a cui ha sparato, anche lui di origini napoletane. Carabiniere semplice, primo gradino della scala gerarchica. Soltanto tre mesi fa ha concluso il suo addestramento, probabilmente quella è stata la prima volta in cui ha sparato fuori da un’esercitazione.

Era in servizio in un paese del Bolognese, si trovava a Napoli in vacanza: una visita ai parenti e alla fidanzata di 19 anni. Ed è proprio per difendere lei che dice di aver sparato. «Non volevo uccidere. Ho sparato per difendere me e la mia fidanzata», afferma il giovane al pm davanti al suo avvocato. Come riportano La Repubblica e Il Corriere della Sera.

Figlio di un brigadiere, ha vissuto a Napoli durante l’infanzia e l’adolescenza. Ha raccontato che è stato aggredito mentre era in macchina con la sua fidanzata: due giovani si sono avvicinati a bordo di uno scooter, uno di loro – Ugo, il ragazzo ucciso – ha estratto una pistola, che poi si è rivelata falsa, e ha chiesto all’uomo di consegnargli il Rolex che aveva al polso.

Il carabiniere dice di essersi identificato, ma, vedendo che i due giovani non desistevano, ha sparato, anche perché assicura di essere stato convinto che la pistola fosse vera. È stato lui a chiamare gli agenti subito dopo e a chiedere l’intervento di un’ambulanza. Tre i proiettili esplosi, di cui due hanno colpito il 15enne. Il carabiniere ora è indagato.

Matteo Salvini ha difeso l’agente: «La morte di un 15enne è una tragedia, ma un carabiniere non può passare per assassino». Fratelli d’Italia ieri, primo marzo, ha chiesto l’intervento dell’esercito a Napoli. Pd, Italia Viva e M5s hanno invece espresso solidarietà ai sanitari.

Il pronto soccorso dell’ospedale Vecchio Pellegrini è stato distrutto infatti dai familiari del 15enne, dopo la notizia della sua morte, deceduto mentre era in rianimazione dove era stato portato in condizioni disperate.

Leggi anche: