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Coronavirus, domenica riparte la Serie A: ecco le nuove (per ora) regole interne allo stadio

06 Marzo 2020 - 17:10 Daniele Miceli
epa08247328 Olympique Lyon players attend a training session held at the Groupama Stadium in Lyon, France, 25 February 2020. Olympique Lyon will face Juventus FC in their UEFA Champions League round of 16 first leg soccer match on 26 February 2020.  EPA/GUILLAUME HORCAJUELO
Dal termoscanner all'assenza di saluti. Niente bambini, interviste contingentate
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La salute prima di tutto. Il calcio si adegua al decreto ministeriale e si ‘ovatta’ per combattere la possibile, ulteriore diffusione del Coronavirus. Domenica, dopo una abbondante serie di polemiche, si torna negli stadi. Lo si farà in numero ridottissimo e con una sequela di regole che saranno comandamenti almeno per il prossimo mese. Tra queste, e in copertina, gli accessi allo stadio: saranno al massimo un centinaio gli addetti ai lavori tra giardinieri, raccattapalle e operatori imprescindibili per la realizzazione dell’evento (Procura Federale, Lega Calcio). Con gli staff tecnico-dirigenziali e il personale medico e delle forze dell’ordine si arriverà, al massimo (e come nel caso di Juve-Inter), a 500 persone presenti nell’impianto. Tra loro anche i giornalisti: massimo 50 e sempre che il club sia attrezzato per rispettare tutti i punti delle direttive ministeriali. A tutti coloro che entreranno nello stadio sarà misurata la temperatura corporea. All’arrivo delle squadre niente telecamere negli spogliatoi. In campo cerimoniale scarno senza saluto tra i giocatori, nessuno scambio di strette di mano e niente bambini. Nel post gara sono bandite interviste in mixed zone (le cosiddette ‘tonnare’ aperte a tutti i media accreditati) e conferenze stampa. I protagonisti parleranno solo ai microfoni della tv esclusivista e dei club channel mediante l’utilizzo di un microfono boom (a distanza) e auricolari monouso.

Foto di copertina Ansa

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