L’8 marzo (quasi) fermato dal coronavirus: a Roma il flash mob di Nudm «a un metro di distanza» – Il video

Sulla scalinata di piazza di Spagna con un flash mob di pochi secondi: «L’emergenza sanitaria non ferma la lotta, importante ribadire il senso di comunità»

Un 8 marzo a metà, quello di questo 2020 infestato dall’epidemia di Coronavirus. La Commissione di Garanzia ha vietato nei giorni scorsi lo sciopero femminista del 9 marzo, convocato anche quest’anno dai sindacati (assente la Cgil, anche se alcuni uffici territoriali del sindacato hanno aderito) su indicazione di Non Una Di Meno. «Domani chiediamo di portare sul posto di lavoro un foulard viola, per comunicare comunque la necessità di non fermare la lotta», spiega da Roma Serena Fredda di Nudm.


E anche il flash mob che il movimento femminista aveva organizzato per oggi alle 12 a piazza di Spagna, a Roma, è stato un flash mob a metà, tra la minaccia di annullamento totale a causa delle novità introdotte nella notte dal nuovo decreto del presidente del Consiglio e quel metro di distanza di sicurezza che è diventato ormai parte – spesso disattesa – della quotidianità.

La manifestazione

L’8 marzo «é arrivato in un contesto di emergenza sanitaria con cui abbiamo dovuto e voluto confrontarci», scriveva Nudm nel convocare il flash mob «rispettando le distanze di sicurezza».

«Assumendoci a pieno la responsabilità collettiva di tutelare la salute di ognuno, l’8 marzo manteniamo l’appuntamento per un flashmob alle ore 12 a piazza di Spagna. L’idea era quella di riscrivere il flash mob del collettivo cileno Las Tesis e trasformarlo in “Lo sfruttatore sei tu!” perché l’emergenza non cancella ma conferma l’urgenza della nostra lotta». Alla fine le attiviste si sono limitate, a un metro di distanza tra loro sulla scalinata di piazza di Spagna, a urlare: «Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che più non hanno voce».

È sul lavoro delle donne, «indispensabile ma precario, non riconosciuto, gratuito o malpagato che l’emergenza poggia, sul lavoro di chi deve continuare a lavorare, anche la domenica», spiegano dal movimento. Da tempo Nudm «denuncia poi lo smantellmento della sanità con i fondi dirottati a favore del privato», dice Serena Fredda di Nudm Roma. Un tema quanto mai attuale «per cui continuiamo a lottare. Così come continuiamo a lottare contro un’altra epidemia che non è un’emergenza ma è strutturale: quella di una donna uccisa per mano maschile ogni 72 ore».

Leggi anche: