Coronavirus, chi è Guido Bertolaso: il “mister emergenze” voluto da Fontana contro l’epidemia in Lombardia

Per oltre vent’anni a capo della Protezione civile, Bertolaso è stato a lungo considerato il “Mr Wolf” delle crisi italiane: dal Giubileo del 2000 fino all’emergenza rifiuti in Campania

Arriverà con un volo dal Sudafrica Guido Bertolaso, dove era impegnato con sua figlia pediatra a tirar su ospedali in Sierra Leone con sua figlia pediatra. Ora è chiamato dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana come consulente per la gestione dell’emergenza Coronavirus, a cominciare dal discusso progetto dell’ospedale a Milano Fiera, sempre più urgente con l’esaurimento dei posti letto di terapia intensiva negli ospedali lombardi. Lo chiamano Mister Emergenze non a caso, visto che negli ultimi vent’anni è stato chiamato a occuparsi delle crisi più imponenti che l’Italia ha dovuto affrontare e gli eventi di massa più complessi. Anche a lui, vent’anni fa, si deve l’apertura dell’ospedale Spallanzani di Roma.


Come potevo non aderire alla richieste del presidente della Lombardia Attilio Fontana di dare una mano nella epocale…

Gepostet von Guido Bertolaso am Samstag, 14. März 2020

Il supercommissario

A 70 anni, a lungo a capo della Protezione civile, nominato da Romano Prodi nel 1996, Bertolaso affronta l’ennesima sfida, dopo una carriera da supercommissario per antonomasia. Medico specializzato in malattie tropicali, è stato lui a organizzare il gigantesco Giubileo del 2000 a Roma su incarico dell’allora sindaco Francesco Rutelli, cinque anni dopo si è occupato di un’altra potenziale emergenza per la Capitale, con l’enorme afflusso di fedeli per i funerali di papa Giovanni Paolo II.

Nel 2003 è stata la volta di Silvio Berlusconi che lo ha chiamato per affrontare l’emergenza Sars, mettendo praticamente in ombra il più compassato ministro Girolamo Sirchia. Quel che sicuramente non fa difetto a Bertolaso è la sicurezza in se stesso e nelle capacità del suo staff, con la sua metafora che torna spesso quando gli viene chiesto come vadano gestite le emergenze: «Io sono un medico e quando mi chiamano perché ci sono dei feriti, cerco di salvare loro la vita. E quindi – ripeteva indossando l’immancabile golf con il tricolore sul petto – se è necessario passo anche con il rosso e vado contromano. Poi pagherò la multa».

E con quel mantra ha affrontato tutti i disastri per i quali è stato chiamato. Dalla gestione dei soccorsi per lo tsunami del 2004 in Thailandia e Cambogia, passando per l’emergenza rifiuti in Campania, fino al G8 organizzato all’Aquila subito dopo il terremoto. Per il sisma in Abruzzo, Bertolaso è stato accusato di omicidio colposo per il processo “Grandi rischi bis“, da cui è uscito assolto sia in primo grado che in appello. Nel 2006 doveva anche fare il candidato sindaco di Roma per il centrodestra, salvo poi essere scaricato all’ultimo a favore di Alfio Marchini.

I rapporti con Borrelli

Da giorni il nome di Bertolaso è stato invocato soprattutto dal centrodestra, oltre che da Matteo Renzi, per prendere il posto di Angelo Borrelli nella gestione dell’emergenza. Bertolaso però non ha mai ricevuto chiamata, finché non lo ha voluto con sé Fontana. Difficile comunque immaginare divergenza di vedute con chi oggi si occupa della guida della Protezione Civile. Per dieci anni Borrelli è stato proprio il vice di Bertolaso, con il quale scriveva di suo pugno le ordinanze del dipartimento e si occupava in prima persona degli acquisti.

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