Coronavirus, c’è chi a Milano «non affitta a medici e infermieri» per paura del contagio

Ma ci sono anche esempi positivi, come quello della diocesi di Cremona

Si è passati progressivamente dal «non si affitta ai meridionali», al più contemporaneo «non si affitta a stranieri» per approdare al «non si affitta a medici e infermieri». È uno degli effetti collaterali da pandemia: a Milano c’è infatti chi non affitta appartamenti a chi lavora in corsia, a contatto con i malati di coronavirus. La notizia è stata riportata oggi, 16 marzo, da il Giorno. La storia riguarda una giovane infermiera di 23 anni, che vive a Milano, e che aveva deciso di trovarsi per qualche tempo un appartamento in modo da non mettere a rischio i genitori e i tre fratelli. Dopo aver telefonato a chi avrebbe dovuto affittarle casa, si è sentita rispondere un laconico: “Scusi ma lavora in un reparto con pazienti Covid-19 e non ce la sentiamo di lasciarle in affitto l’appartamento”.


La questione casa non riguarda solo Milano. Basti pensare al caso del medico di Bologna città in cui, proprio negli ultimi giorni, sono finiti in isolamento precauzionale diversi professionisti tra medici e infermieri. Da giorni l’uomo è alla ricerca di un nuovo alloggio nel capoluogo emiliano dopo che i suoi coinquilini «gli hanno chiesto di cambiare casa» per il terrore di essere contagiati.

Ci sono però esempi positivi che arrivano nel pieno dell’emergenza. Come quella della diocesi di Cremona, ad esempio, che attraverso la Caritas e la Fondazione San Facio, in accordo con la Direzione Socio sanitaria Asst di Cremona, ha avviato un progetto per dare un alloggio gratuito agli ospedalieri che per distanza o per non mettere a rischio le loro famiglie preferiscono alloggiare fuori casa.

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