Coronavirus, Speranza: «Le misure saranno prorogate, il sacrificio sarà lungo. Guai a farsi illusioni, siamo ancora nel pieno della crisi»

«Ora sbagliare i tempi ci precipiterebbe indietro e bruceremmo tutto quello che abbiamo ottenuto finora», ha detto il ministro. Intanto, parte la produzione di centinaia di migliaia di mascherine a settimana

La proroga delle misure restrittive del governo per contenere la diffusione del Coronavirus non è certo una sorpresa visto che la scadenza del Dpcm – prevista per il 3 aprile – è dietro l’angolo e l’emergenza sanitaria è ancora nel vivo. Ma il ministro della Salute Roberto Speranza – ospite di Che tempo che fa Rai 2 – non usa mezzi termini: «Le misure verranno sicuramente prorogate e ci sarà bisogno di un sacrificio che penso non sarà brevissimo». «Guai a farsi illusioni – ha evidenziato speranza – siamo ancora nel pieno di questa crisi».

Il ministro ha poi fatto sapere che domani – lunedì – si riunisce il Comitato tecnico scientifico per fare tutte le valutazioni del caso con esperti e scienziati. È vero, ha sottolineato, che «ci sono segnali incoraggianti che arrivano da qualche giorno, in particolare dai Pronto soccorso delle zone più colpite, segnali di decelerazione che vanno nella direzione giusta, ma non basta». «Ora sbagliare i tempi ci precipiterebbe indietro e – ha concluso – bruceremmo tutto quello che abbiamo ottenuto finora».

Intanto, il commissario per l’emergenza Covi-19 Domenico Arcuri ha fatto sapere che a partire dalle prossime ore comincerà «una prima importante» quota di produzione italiana di mascherine. Stando alle parole di Arcuri, dalla settimana entrante, 25 aziende della moda produrranno 200mila mascherine chirurgiche al giorno, 500mila dalla prossima settimana e 700mila al giorno dalla settimana successiva. Il commissario ha menzionato anche l’attività delle aziende del settore dell’igiene personale, a partire dalla Fater di Pescara: «da domani, produrranno 150mila mascherine al giorno, 400mila dalla prossima e 750mila al giorno in quella successiva».

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