Coronavirus, quella zona rossa mancata prima della strage di Bergamo, Conte: «Regione Lombardia poteva farla senza il governo»

Nonostante la raccomandazione dell’Istituto superiore della sanità, per quasi una settimana nessuna autorità ha deciso sulla chiusura dei primi due focolai nella Bergamasca

Sulla mancata chiusura dei comuni di Alzano Lombardo e Nembro non si ferma il botta e risposta tra Regione Lombardia e Governo, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ribadisce come le autorità regionali lombarde avrebbero potuto istituire la zona rossa nei due comuni, dopo che una nota dell’iss aveva fortemente raccomandato la chiusura totale per contenere i contagi di Coronavirus. «Non vi è argomento da parte della Regione Lombardia per muovere contestazioni al Governo nazionale o ad altre autorità locali – ha scritto Conte al sito Tpi.it – Se la Regione Lombardia ritiene che la creazione di nuove zone rosse andasse disposta prima, con riguardo all’intero territorio regionale o a singoli comuni, avrebbe potuto tranquillamente creare “zone rosse”, in piena autonomia».

I ritardi

Era il 2 marzo quando l’Istituto superiore della sanità aveva raccomandato l’istituzione della zona rossa per i due comuni bergamaschi, dove una settimana prima erano stati rilevati i primi contagi nei rispettivi ospedali, seguiti dall’esplosione della situazione bergamasca con i pesantissimi bilanci in termini di contagi e vittime nelle settimane successive. Come ha raccontato il Corriere della sera, per almeno sei giorni c’è stato un rimpallo di responsabilità sulla decisione di chiudere quell’area della Bergamasca, una delle più produttive d’Italia, ma nessuno ha mai preso una decisione definitiva.

Sin dal primo momento il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha negato di avere l’autorità per istituire le zone rosse senza l’intervento del governo. Ma secondo il premier, quella opzione era assolutamente nelle possibilità della giunta lombarda: «Le Regioni non sono mai state esautorate del potere di adottare ordinanze contenibili e urgenti – ha aggiunto – Al pari di quanto hanno fatto altre Regioni – conclude Conte – come il Lazio, la Basilicata e la Calabria, nei cui territori, con ordinanza, sono state create “zone rosse” limitatamente al territorio di specifici comuni».

La risposta di Fontana

«Al di là del fatto che ammesso che ci sia una colpa – ha replicato Fontana al Tg4 – la colpa eventualmente è di entrambi, io non ritengo che ci siano delle colpe in questa situazione. Forse – ha ammesso – su Alzano si sarebbe potuto fare qualcosa di più rigoroso ma dopo che era stata istituita una zona rossa – in tutta la Lombardia – noi non avevamo neanche da un punto di vista giuridico modo di intervenire».

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