Coronavirus Colao, Giovannini, Mazzucato, Moretti e gli altri. Ecco i nomi della task force che aiuterà il governo per la fase due

Il pool di esperti ed esperte per la fase 2, spiega il premier Giuseppe Conte, dialogherà con il comitato tecnico scientifico

Eccole ed eccoli, in rigoroso ordine alfabetico, le donne e gli uomini, esperti in vari campi, che sotto la guida del manager Vittorio Colao proverà a portare l’Italia fuori dalla crisi che la pandemia di Coronavirus sta portando nel paese. La task force per la fase 2, spiega il premier Giuseppe Conte, dialogherà con il comitato tecnico scientifico ed è formata da «varie professionalità e dialogherà con il comitato tecnico scientifico. Dobbiamo inventarci nuovi modelli organizzativi» nel lavoro, «modelli più innovativi che tengano conto della qualità della vita».

Ai componenti del pool (le donne, come al solito, sono in netta minoranza: 4 su 17) si aggiungono di diritto – secondo quanto emerge dal testo del dpcm firmato questa sera dal premier Giuseppe Conte per istituire il comitato di esperti – il commissario Domenico Arcuri e il capo della protezione civile Angelo Borrelli.

«Per la partecipazione ai lavori del comitato, non spettano ai membri compensi, gettoni di presenza, indennità né emolumenti, fatta eccezione per il rimborso delle eventuali spese di viaggio e di soggiorno per i componenti non residenti nella provincia di Roma nei limiti previsti dalla normativa vigente», prosegue il testo.

Ecco i nomi della task force.

Elisabetta Camussi

Professoressa di Psicologia sociale, Università degli Studi di Milano “Bicocca”. È referente scientifica Life Design Psy Lab e titolare del corso Life Design del Politecnico di Milano. Le sue aree di lavoro e di studio sono: Social Psychology; Vocational Psychology; Vocational Guidance and Career Counselling; Life Design; Social Representation; Affirmative Actions, Gender Stereotypes; Feminist Research; Women Empowerment; Public Engagement; Qualitative Research Methods; Action-research.

Roberto Cingolani

Responsabile Innovazione tecnologica di Leonardo, già Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Nato a Milano, è cresciuto a Bari dove si è laureato in fisica nel 1985 e dove tre anni dopo ha preso il dottorato, per poi perfezionarsi nel 1990 alla Scuola Normale Superiore di Pisa. A Stoccarda ha fatto parte del team diretto del premio Nobel per la fisica Klaus von Klitzing del Max Planck Institut di Stoccarda. Ha poi passato 13 anni, dal ’91 al al 2005, a Lecce, prima come ricercatore, poi come professore associato e infine come professore ordinario di fisica generale all’Università di Lecce (oggi Università del Salento).

Nel frattempo è stato visiting professor a Tokyo e alla Virginia Commonwealth University, negli Stati Uniti. Ha lavorato anche come consulente e perito per la procura di Roma in casi celebri come quello sulla morte di Marta Russo e su Unabomber.

Vittorio Colao

Ex amministratore delegato di Vodafone, è stato ai vertici del gruppo per 20 anni.

EPA/Will Oliver | Vittorio Colao, CEO del gruppo Vodafone a Downing Street, Londra, 30 maggio 2018.

Riccardo Cristadoro

Consigliere economico del Presidente del Consiglio – Senior Director del Dipartimento economia e statistica, Banca d’Italia. Come si legge sul portale del Centre for Economic Policy Research, ha conseguito il dottorato in economia presso l’Università di Pavia nel 1996 e si è unito al Dipartimento di Ricerca della Banca d’Italia nello stesso anno. Tra il 2012 e il 2017 è stato a capo della divisione mercati emergenti e commercio mondiale. I suoi interessi di ricerca includono l’econometria applicata, l’economia digitale e l’economia internazionale.

Giuseppe Falco

Amministratore Delegato per il Sistema Italia-Grecia-Turchia e Senior Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group (BCG).

Secondo il profilo pubblicato da Confindustria Giovani, Falco è di origine siciliana ma milanese di adozione. Laureato in Ingegneria Meccanica all’Università di Pisa Sant’Anna, ha un MBA al Politecnico di Milano. Prima di BCG – dove è approdato nel 2001, lavora in Booz Allen Hamilton per quattro anni e prima ancora in Simtech Parigi/Detroit.

Franco Focareta

Ricercatore di Diritto del lavoro, Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”

Tony Vece/ANSA| Da sinistra il segraterio regionale della Fiom Emanuele De Nicola, gli operai Marco Pignatelli, Antonio Lamorte e Giovanni Barrozzino insieme ai colleghi che hanno organizzato un sit-in davanti al Palazzo di Giustizia di Potenza, 23 febbraio 2012. La Corte di appello di Potenza, accogliendo il ricorso della Fiom, ha ordinato alla Fiat di reintegrare i tre operai, licenziati nel 2010, nello stabilimento di Melfi (Potenza). Un mese dopo il licenziamento dei tre operai, il giudice del lavoro giudicò antisindacale il comportamento dell’azienda e ordinò il loro reintegro. Il 14 luglio 2011, però, la sentenza fu ribaltata: un altro giudice accolse il ricorso della Fiat e i tre operai – Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli – furono licenziati. Subito dopo la sentenza, il legale della Fiom, Franco Focareta, ha detto che il verdetto “conferma l’antisindacalità del comportamento della Fiat”.

Dal 2010 insegna Diritto del Lavoro nel Corso di Laurea Magistrale in Giurisprudenza della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. Negli ultimi anni accademici è stato titolare dell’insegnamento di Diritto della Previdenza sociale. Leggendo ancora il suo curriculum, prima, e per svariati anni, «è stato titolare dell’insegnamento di Diritto Sindacale nel Corso di Laurea in Consulente del Lavoro; dell’insegnamento di Diritto della Previdenza sociale presso la Facoltà di Economia e Commercio e di Diritto Privato presso la Facoltà di Scienze Politiche, sempre dell’Università di Bologna».

Già legale della Fiom-Cgil nazionale, è tra i protagonisti dello scontro tra il sindacato dei metalmeccanici e l’allora amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne. È lui l’avvocato dei tre operai dello stabilimento di Melfi (due dei quali delegati Fiom) reintegrati dalla Fiat.

Enrico Giovannini

ANSA/Maurizio Brambatti | Enrico Giovannini,, Roma 26 febbraio 2020.

Professore di Statistica economica, Università di Roma “Tor Vergata”.

Già ministro del Lavoro del governo Letta, dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014, è co-fondatore e portavoce dell’ASviS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, una rete di più di 230 soggetti della società civile italiana che si occupa di resilienza, ambiente, formazione, lavoro. Ha lavorato all’Ocse – Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – ed è stato presidente dell’Istat dal 2009 al 2013.

Giovanni Gorno Tempini

Presidente di Cassa Depositi e Prestiti

Anche lui originario di Brescia, è anche componente del Consiglio di amministrazione di Intesa SanPaolo, Avio, Willis Tower Watson e della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

Giampiero Griffo

Coordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità

Filomena Maggino

Consigliera del Presidente del Consiglio per il benessere equo e sostenibile e la statistica – Professoressa di Statistica sociale, Università di Roma “La Sapienza”

Mariana Mazzucato

Consigliera economica del Presidente del Consiglio – Director and Founder, Institute for Innovation and Public Purpose, University College London

Economista italiana con cittadinanza statunitense, a Mazzucato è stato conferito l’incarico di consigliera economica di Conte. Incarico che, dicono da Chigi, «sarà svolto a titolo gratuito salvo rimborso spese».

Professoressa all’Università di Londra in Economia dell’innovazione e del valore pubblico e direttrice dell’Institute for Innovation and Public Purpose che lei stessa ha fondato all’interno dell’ateneo, crede nel ruolo dello Stato imprendtore. «L’impresa privata è considerata da tutti una forza innovativa, mentre lo Stato è bollato come una forza inerziale, troppo grosso e pesante per fungere da motore dinamico», scrive.

ANSA/Andrea Butti| Mariana Mazzucato durante i lavori del workshop Ambrosetti ”Lo scenario dell’economia e della finanza” a Villa D’Este, Cernobbio (Como), 14 marzo 2015.

Mazzucato vuole «smontare questo mito. Chi è l’imprenditore più audace, l’innovatore più prolifico? Chi finanzia la ricerca che produce le tecnologie più rivoluzionarie? Qual è il motore dinamico di settori come la green economy, le telecomunicazioni, le nanotecnologie, la farmaceutica? Lo Stato. È lo Stato, nelle economie più avanzate, a farsi carico del rischio d’investimento iniziale all’origine delle nuove tecnologie. È lo Stato, attraverso fondi decentralizzati, a finanziare ampiamente lo sviluppo di nuovi prodotti fino alla commercializzazione. E ancora: è lo Stato il creatore di tecnologie rivoluzionarie come quelle che rendono l’iPhone così ‘smart’: internet, touch screen e gps. Ed è lo Stato a giocare il ruolo più importante nel finanziare la rivoluzione verde delle energie alternative. Ma se lo Stato è il maggior innovatore, perché allora tutti i profitti provenienti da un rischio collettivo finiscono ai privati?».

Enrico Moretti

Professor of Economics at the University of California, Berkeley

Economista americano di origine italiana. A fine 2018 è finito nell’ormai tradizionale lista di fine anno che Barack Obama stila per libri, film e canzoni, con il suo La nuova geografia del lavoro: un testo di riferimento nel nuovo approccio all’economia, pubblicato negli Usa nel 2012 e diventato celebre per le sue autorevoli analisi sull’evoluzione del mercato del lavoro americano, citate sul New York Times e sul Wall Street Journal.

Riccardo Ranalli

Dottore commercialista e revisore contabile

Marino Regini

Professore emerito di Sociologia economica, Università Statale di Milano

Raffaella Sadun

Professor of Business Administration, Harvard  Business School

Stefano Simontacchi

Avvocato, Presidente Fondazione Buzzi

Fabrizio Starace

Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Modena – Presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP)

In copertina Ansa/Alessandro Di Meo|Enrico Giovannini, Roma 24 luglio 2019.

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