«Chiudiamo i lombardi in Lombardia»: il tweet del consulente del governo che fa infuriare Salvini e la Regione

I deputati della Lega chiedono alla ministra Pisano di rimuovere Mantellini dal suo incarico governativo: «Discriminare la Lombardia e i lombardi è disdicevole. Ancor più grave se proprio da un membro della task force contro l’odio online»

«La dico piano: chiudiamo i lombardi in Lombardia. Almeno quest’estate». L’avrà detta anche piano Massimo Mantellini ma la risonanza che il suo tweet ha avuto è stata pari a un boato rimbombante, con tanto di eco. E «da che pulpito», dice qualcuno. Perché lo scrittore Mantellini è membro della task force governativa contro l’odio in rete.

«Parla l’esperto “intellettuale” scelto dal governo per la task force contro l’ODIO IN RETE – coglie la palla al balzo e commenta il leader della Lega Matteo Salvini -. Ma vi rendete conto? Disgustoso».

«Ottima idea!», commenta ironicamente l’assessore al Bilancio della Regione più colpita dal Coronavirus Davide Caparini. «Rilancio – propone -: insieme ai lombardi non facciamo più uscire dalla Lombardia anche i 56 miliardi delle loro tasse che generosamente contribuiscono alla ricchezza del Paese».

Nemmeno tre ore più tardi, Mantellini – dopo una rapida osservazione delle reazioni che era stato in grado di scatenare – si lancia in due considerazioni finali: «Due cose interessanti – commenta – mi pare escano dai commenti del mio tweet precedente. La prima è che mi pare ci sia moltissima tensione in giro. Più del solito. La seconda – conclude – è che esiste un riflesso automatico per cui se tu parli di salute molti rispondono parlando di soldi».

Su tutte le furie i deputati della Lega che chiedono alla ministra Pisano di rimuovere Mantellini dal suo incarico governativo e si uniscono in una nota per commentare il fatto: «Discriminare la Lombardia e i lombardi è disdicevole. Ancor più grave, se tale azione viene commessa proprio da uno dei componenti, individuati dal governo, della task force istituita per contrastare il dilagante fenomeno dell’odio online», scrivono i deputati della Lega Massimiliano Capitanio e Giulio Centemero.

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