George Floyd, Minneapolis vuole smantellare la polizia. Trump: «I dem della sinistra radicale sono diventati pazzi»

La decisione arriva dopo quasi due settimane di scontri e di proteste. Il consiglio comunale di Minneapolis adesso dovrà vedersela con il sindaco, contrario all’iniziativa

Niente meno che smantellare il dipartimento di polizia. A due settimane della morte di George Floyd, avvenuta il 25 maggio a seguito di un blocco violento da parte della polizia, il consiglio comunale di Minneapolis ha votato per avviare un processo che porterà a tagliare i fondi delle forze dell’ordine e a investire nella sicurezza pubblica a guida comunitaria. Qualcosa di simile accade a New York dove il sindaco della Grande Mela, Bill de Blasio, ha promesso di tagliare una parte dei fondi destinati al dipartimento di polizia della città. La decisione è stata immediatamente criticata da Donald Trump.

Il consiglio comunale di Minneapolis: «Il sistema di polizia non protegge la comunità»

Si tratta di una risposta concreta alle manifestazioni contro il razzismo istituzionale e la brutalità delle forze dell’ordine avvenute in decine di città americane. «Siamo qui perché a Minneapolis e nelle città degli Stati Uniti è chiaro che il nostro attuale sistema di polizia e di pubblica sicurezza non sta proteggendo le nostre comunità», ha dichiarato la presidente del Consiglio comunale di Minneapolis Lisa Bender. «I nostri sforzi per la riforma incrementale sono falliti. Punto».

Non è ancora chiaro esattamente come verrà smantellato il dipartimento di polizia, né se sarà possibile farlo, perché servirà comunque l’approvazione da parte del sindaco della città, che attualmente è contrario. Ma l’obiettivo principale è quello di mettere la “comunità”, ovvero i cittadini e i loro rappresentanti, al centro della ri-organizzazione. Nel frattempo il consiglio comunale ha già approvato una serie di modifiche alla polizia, tra cui il divieto di ricorrere ai neck restraints, la manovra di blocco al collo da parte dei poliziotti in fase di arresto, la stessa che ha subito George Floyd.

A New York vince chi chiede di “togliere i fondi” alla polizia

A New York, sulla scia delle proteste, il sindaco Bill de Blasio ha promesso invece di tagliare una parte dei fondi del New York Police Department – che ha un budget annuale di 6 miliardi di dollari – e di destinarli ai servizi per i giovani e ai servizi sociali. Nei giorni scorsi le proteste sono state cadenzate anche dalle grida di ‘Defund the Police‘ – letteralmente, “togliete fondi alla polizia” – ma si tratta di un movimento che ha una storia più lunga alle spalle e che da anni lamenta la “militarizzazione” della società americana.

La decisione dovrebbe essere attuata nell’arco di tre settimane secondo il sindaco Di Blasio. Si tratta della prima volta per la città di New York ma non per il Paese. Anche a Compton, in California, nel 2000 e a Camden, nel New Jersey, nel 2012 sono stati sciolti i dipartimenti di polizia delle città. In entrambi i casi furono sostituiti con nuove forze più grandi che coprivano le contee locali.

La reazione di Trump

«Legge e ordine, non togliere fondi e abolire la polizia. I democratici della sinistra radicale sono diventati pazzi!», ha twittato Donald Trump.

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