Sassoli agli Stati Generali: «Priorità alla sanità pubblica con il Mes: l’Ue si fida dell’Italia, ma servono riforme»

«Ora i governi sono chiamati ad una maggiore responsabilità dando prova della loro capacità di programmazione», ha detto Sassoli, lanciando le sue idee sulla ripartenza

Agli Stati Generali che si aprono oggi, 13 giugno, c’è anche il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Durante il “forum” sulla ripartenza economica organizzato dal premier Giuseppe Conte, Sassoli ha parlato del nuovo ruolo dell’Unione europea nel superamento della crisi causata dal Coronavirus e di come i Paesi membri debbano ripensare il loro modo di stare insieme e cooperare dopo il fallimento degli aiuti post 2008. «L’Unione sta indicando il porto da raggiungere – ha scritto nel suo discorso – e i Governi europei fissino la rotta e tengano la mano salda sul timone».

«I canoni neoliberisti che avevano spinto l’Unione nelle difficoltà e negli squilibri che conosciamo sono stati ritenuti non idonei ad affrontare la fase nuova. Questo è il nodo politico che occorre afferrare e da cui ripartire», ha ammesso Sassoli – che tra i cambi di rotta più significativi ha individuato l’abbandono delle condizionalità e del modello troika nell’avviare programmi di sussidio, nonché la volontà di creare un debito comune. «È chiaro a tutti ormai che nessuno può farcela da solo e che il primo e più importante interesse nazionale è quello della coesione europea, della sua unità e solidarietà».

«Ora i governi sono chiamati ad una maggiore responsabilità dando prova della loro capacità di programmazione», ha insistito Sassoli. «I fondi che arriveranno nelle casse nazionali saranno pubblici e non sarà ammissibile la perdita o lo spreco di questo denaro. I paesi che hanno difficoltà nella progettazione ordinaria dovranno rapidamente modificare le loro procedure».

Le proposte di Sassoli

A tal proposito, il presidente ha lanciato alcune idee per sfruttare al meglio i fondi economici messi a disposizione, individuando nel Mes un’opportunità importante soprattutto per la sanità:

  • Sanità e Mes: «Credo che anche a livello nazionale si debba avviare un piano di riforma del sistema sanitario in modo da renderlo più robusto, efficiente, omogeneo e accessibile nei diversi territori. Occorre riflettere su una migliore cooperazione tra Stato e Regioni. Ricordo che molte disfunzioni e polemiche si sono verificate anche in altri paesi. L’Unione europea ha messo a disposizione una linea di finanziamento del MES destinata alla copertura delle spese sanitarie dirette o indirette»;
  • Giovani: «Occorrerà quindi concentrarsi sui giovani. Ci vorrà un grande piano di investimenti sui beni comuni, come educazione e formazione, per dare a tutti le stesse opportunità. Basta scuole di serie A e di serie B in Europa»;
  • Donne: «I dati ci dicono che potremmo tornare indietro e questo non dobbiamo consentirlo. È alle donne che dobbiamo guardare quando parliamo di piani di rilancio dell’economia, nella consapevolezza che la disoccupazione femminile non è solo causa di disuguaglianza sociale, ma anche un clamoroso sperpero di risorse e di potenzialità per le nostre società»;
  • Sostenibilità: «La scelta dell’Unione è un modello di sviluppo nuovo, basato sulla Green economy, la sostenibilità, e la transizione digitale. Vogliamo diventare leader nella lotta al cambiamento climatico. È quindi assolutamente necessario che i piani di rilancio nazionali siano ben allineati a questo traguardo».

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