Zanardi, la Procura: nei video ha le mani sui manubri. Cosa ancora non torna sull’incidente

Era una corsa autorizzata o un’escursione di un gruppo di amici? Come mai, allora, la carovana era scortata da un’auto dei vigili? Queste e altre domande sono al vaglio degli inquirenti, mentre sembra eclissarsi l’ipotesi di Zanardi distratto dal cellulare

Sono molti gli interrogativi che gravitano intorno allo scontro tra Alex Zanardi e il camion sulla strada statale 146 nel Comune di Pienza. Mentre il campione paralimpico si trova in terapia intensiva, gli investigatori hanno sequestrato la sua e handbike e il suo cellulare. Il materiale più prezioso per comprendere la dinamica dell’incidente, tuttavia, sembra essere il video registrato dal giornalista freelance Alessandro Maestrini, che seguiva in macchina la staffetta di Obiettivo3. Da questo e altri filmati nelle mani degli inquirenti risulta che Zanardi avesse le mani ben strette sui manubri durante l’ultima discesa e che avesse pieno controllo dell’handbike.


La magistratura, però, non è concentrata soltanto su quanto accaduto tra l’handbike di Zanardi e il tir guidato dall’autista 44enne, Marco. L’indagine verte principalmente sulla manifestazione sportiva che, al momento, risulta priva di autorizzazioni. La corsa Luino-Santa Maria di Leuca, patrocinata dalla Federciclsimo e organizzata da Obiettivo 3, non aveva obbligo di assicurazione e di avviso di passaggio alle autorità locali. Un portavoce ha dichiarato che «la prova andava vista come un’escursione a cui si è unito solo qualche pedalatore della zona».

Gara o biciclettata tra amici?

L’autorizzazione per la manifestazione non sarebbe potuta esserci in nessun modo, visto che le attività ciclistiche professionali in Italia sono interdette, per il Coronavirus, fino al primo agosto. Gli organizzatori la definiscono come una biciclettata tra amici, eppure l’evento sembrava organizzato nei minimi dettagli. Sulle carte, «la staffetta tra 50 atleti paralimpici» seguiva una precisa successione di sedi di partenza e arrivo delle tappe, percorsi e tabelle di marcia da seguire.

Senza un’autorizzazione particolare, i ciclisti sono soggetti al codice della strada e sono da considerarsi in escursione individuale: devono mantenersi sulla destra e procedere in fila indiana. Quel camion, dunque, aveva tutto il diritto di essere lì. L’autista, al momento, risulta indagato, ma si tratta di un atto dovuto: è già risultato negativo all’alcoltest ed è stato appurato che la sua manovra era corretta. Restano i dubbi, invece, sulla responsabilità di Obiettivo3, di cui lo stesso Zanardi è socio al 33%.

La scorta dei vigili

Ci sono dei dubbi relativi alla natura dell’evento. Gli organizzatori non hanno comunicato il tragitto al questore o ai carabinieri di Siena, e quindi non era da considerarsi una manifestazione sportiva. Allora perché la machina dei vigili di Pienza precedeva la carovana? «L’abbiamo mandata come omaggio, data la caratura del personaggio», ha spiegato a Repubblica il vicesindaco della cittadina Giampietro Colombini.

Sono almeno due i comuni che sarebbero stati avvisati del passaggio della staffetta, Pienza e Montalcino, ma «in modo del tutto generico, perché non sapevamo neanche quanti fossero», ha aggiunto Colombini. L’auto della municipale, dunque, si trovava lì per un «accompagnamento non ufficiale». Anche il sindaco di Montalcino ha detto che aveva messo a disposizione una pattuglia per accompagnare i ciclisti all’ingresso del paese.

Zanardi distratto dal cellulare?

Emergono nuovi dettagli riguardo a ciò che è accaduto all’atleta. Se un testimone che pedalava vicino a lui ha dichiarato che Zanardi si è distratto perché intento a fare video al panorama, nel filmato visionato dai carabinieri si vedrebbe il ciclista stringere entrambe le mani sui manubri dell’handbike. Questo dettaglio corrobora l’ipotesi del freelance Maestrini, secondo cui potrebbe essersi trattato di qualcos’altro.

Nell’intervista che ha rilasciato a Repubblica, il videomaker ha raccontato che la ruota posteriore dell’handbike di Zanardi «prima della sbandata ha fatto un movimento strano, come uno scuotimento». Le interpretazioni che ha dato Maestrini sono molteplici: «Forse un movimento dovuto a un tentativo estremo di Alex di recuperare la traiettoria, oppure potrebbe aver ceduto un pezzo della bici». Ma c’è anche l’ipotesi di una buca sull’asfalto: adesso spetta alla procura fare chiarezza anche su questo aspetto.

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