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«In Italia ormai è raro il ricovero per Coronavirus, impennata di debolmente positivi» – Il documento firmato da 10 scienziati

23 Giugno 2020 - 16:42 Valerio Berra
Alberto Zangrillo, the personal physician of Silvio Berlusconi, talks to journalists at the entrance of the San Raffaele Hospital in Milan, Italy, 05 July 2016. Former Italian Premier and leader of centre-right Forza Italia party Silvio Berlusconi has been discharged from San Raffaele Hospital after his June 14 heart surgery, Milan, Italy, 05 July 2016. Berlusconi had the operation to replace a faulty aortic valve that had threatened his life. ANSA/MOURAD BALTI TOUATI
Poche righe, pubblicate sugli account social dei firmatari, offrono una fotografia finora inedita dell'epidemia in Italia
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Il titolo del documento è SARS-CoV-2 in Italia oggi e Covid-19. La firma è quella di dieci scienziati diventati noti nei mesi in cui gli italiani hanno cercato di capire meglio cosa fosse il Coronavirus. Il contenuto invece è uno dei temi più discussi nelle ultime settimane: il SARS-CoV-2 sta davvero perdendo forza? Secondo questi scienziati la risposta è sì, fra le firme ci sono quelle di Alberto Zangrillo, primario del S. Raffaele, e Matteo Bassetti, ordinario dell’Ospedale di Genova.

Secondo questo documento non ci sono dubbi sul crollo dei malati di Covid-19 con sintomi e sui ricoveri in ospedale. Ad impennarsi invece sarebbe il numero dei casi debolmente positivi: «Il ricorso all’ospedalizzazione per sintomi ascrivibili all’infezione virale è un fenomeno ormai raro e relativo a pazienti asintomatici o paucisintomatici».

Non solo. La comunità scientifica è ancora in dubbio sul fatto che pazienti con sintomi così leggeri siano effettivamente in grado di trasmettere l’infezione: «Le evidenze virologiche, in totale parallelismo, hanno mostrato un costante incremento di casi con bassa o molto bassa carica virale. Al momento la comunità scientifica internazionale si sta interrogando sulla reale capacità di questi soggetti, paucisintomatici e asintomatici, di trasmettere l’infezione».

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