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Silvio Garattini e i vini cancerogeni: «C’è chi porta il cancro a cena con gli amici»

21 Ottobre 2026 - 06:45 Ettore Ambrosi
Silvio Garattini
Il presidente dell'Istituto Mario Negri: tutte le Organizzazioni che tutelano la salute dicono che se un prodotto è canceroso, la soglia è zero
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Silvio Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri, sul Fatto Quotidiano oggi torna sui vini cancerogeni. E parla dell’argomento più gettonato per respingere il problema: «Io bevo solo un bicchiere di vino al giorno e quindi il mio rischio è basso». Il medico spiega che la cancerogenità dell’alcol oggi è una certezza. Mentre la moderazione «è un errore concettuale, perché tutte le Organizzazioni che tutelano la salute dicono che se un prodotto è canceroso, la soglia è zero, perché il rischio è calcolato in generale su gruppi di grandi dimensioni».

I moniti che mancano

Garattini punta poi il dito si moniti mancati da parte del ministero della Sanità: «Forse non può esprimersi perché il ministero dell’Agricoltura lo frena. Non dimentichiamoci che il mercato delle bevande alcoliche supera i 50 miliardi di euro all’anno e contribuisce al Pil, privilegiato dal governo rispetto alla salute! Le bevande alcoliche sono rappresentate dalla birra (4-5 per cento di alcol), dal vino (12-15 per cento), dai liquori (circa il 40 per cento) e da aperitivi e digestivi con tassi variabili». Secondo il dottore «parlare di “vino come prodotto cancerogeno” non è popolare perché il popolo italiano ha una cultura del vino e i produttori di vino non pensano di vendere cancro, ma di vendere qualcosa che crea un clima di familiarità e allegria. Visto che l’alcol è cancerogeno andrebbe teoricamente trattato come le sigarette. È così? Certamente no!».

In Nuova Zelanda

In Nuova Zelanda invece le bottiglie di vino hanno la scritta «questo prodotto è dannoso alla salute». Le sigarette si vendono solo in tabaccheria, il vino si può vendere ovunque. E quindi: «Molti di noi, quando vengono invitati a cena da amici, porterebbero una stecca di sigarette? Portano cancro omaggiando una bottiglia di vino. Abituiamoci invece a offrire fiori, libri, cioccolatini!».

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