Il Coronavirus non ferma il Pride: breve guida ai cortei globali sul web. A rappresentare l’Italia Tiziano Ferro – Mappe e orari

Nonostante le restrizioni anticontagio, si è trovato il modo di far vivere l’evento: una maratona virtuale ricca di concerti, performance e interventi

Greenwich Village, New York. 27 giugno 1969. A tarda notte la polizia entra ancora una volta nello Stonewall Inn, locale di riferimento per la comunità gay della città. Gli agenti cominciano ad arrestare tutti i presenti. Non serve molto per finire in manette: secondo alcune testimonianze basta anche solo essere vestiti con abiti del sesso opposto. Questa volta però i frequentatori dello Stonewall decidono che i soprusi hanno superato il limite. Iniziano le rivolte e inizia il primo Pride della storia.

Dopo oltre 50 anni lo Stonewall Inn rischia di chiudere. I suoi problemi sono quelli di tanti locali: il Coronavirus ha azzerato i clienti ma non gli affitti e i costi del personale. I sussidi non bastano e bisogna trovare la strada migliore per non finire in bancarotta. E anche il Pride, per le restrizioni sugli assembramenti, non sarà lo stesso di sempre. Eppure non verrà cancellato: si sposterà sul web.

Come partecipare al Global Pride 2020

Un palinsesto di 26 ore e decine di ospiti. Il Global Pride del 2020 è una maratona di concerti, performance e interventi che in Italia comincia alle 7.30 di sabato 27 giugno. L’elenco degli ospiti si può trovare su questo account Instagram, dove si può leggere che parteciperanno anche il candidato alla presidenza Usa del Partito Democratico Joe Biden e il primo ministro del Canada Justin Trudeau. E poi ancora le attiviste russe Pussy Riot, la vincitrice dell’Eurovision Concita Wrust e la cantante Rita Ora.

Tre gli ospiti italiani: Tiziano Ferro, Vladimir Luxuria e Osvlado Lupino. Sono diversi i canali su cui sarà possibile seguire il Global Pride, per scegliere quello che preferite basta controllare su questo elenco. Lo slot in cui sono previste le esibizioni degli ospiti italiani è programmato attorno alle 17.00.

Le marce per il Pride arrivano su Animal Crossing

Con 11,7 milioni di copie vendute nei primi dieci giorni di lancio, Animal Crossing: New Horizons è diventato uno dei videogiochi più venduti del lockdown. Uscito il 20 marzo il titolo sviluppato per Nintendo Switch è sembrato essere la perfetta alternativa alla sospensione del mondo reale. Mentre le interazioni fisiche e gli spostamenti venivano ridotti allo stretto indispensabile, in questo videogioco ogni utente poteva scoprire e costruire un mondo potenzialmente senza limiti.

Dopo aver creato un avatar, il primo compito che bisogna completare è quello di personalizzare la propria isola, un fazzoletto di terra anonimo da cui si inizia il gioco. Una volta create case, orti e altre strutture, attraverso l’aeroporto si comincia a viaggiare e conoscere le isole, e gli avatar, di altri utenti.

Dal 18 giugno su questa piattaforma è possibile anche organizzare dei Pride e sfilare su strade arcobaleno con altri utenti. Non solo: sono state previste anche grafiche per inviare messaggi dedicate e una Hall of Fame per gli utenti più attivi. Dove? Ovviamente sull’apposita Pride Island.

Da Bologna a Milano gli eventi dal vivo (non ufficiali)

EPA/EUGENE GARCIA | Negli Stati Uniti la comunità Lgbtqi+ ha sposato le manifestazioni organizzate dopo la morte di George Floyd

Anche altre piattaforme digitali, come l’ormai storica Second Life, permettono di partecipare a Pride virtuali. C’è però chi non si arrende alla trasformazione virtuale e ha organizzato anche piccoli eventi dal vivo. A Milano sabato 27 giugno è in programma la “Marciona”, una biciclettata che partirà alle 15 da via Confalonieri mentre a Bologna ci saranno dei flashmob ai Giardini Margherita nel pomeriggio di domenica 28 giugno.

Non tutta la comunità Lgbtqi+ infatti ha apprezzato la svolta virtuale, come ci spiega Daniele Baggi di Quid Media: «Il 14 giugno a Los Angeles le associazioni che hanno organizzato il Pride hanno deciso di promuovere una marcia dal titolo Black Trans Lives Matter, dedicata ai componenti della comunità nera che sono anche trans. Apprezzo molto gli eventi che sono creati ma forse potevamo avere un po’ più di coraggio».

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