Ue, Sassoli: «Merkel pronta a guidare un’Europa più indipendente». E sui giovani: «Serve un piano a lungo termine per salvare il loro futuro»

«Nell’esperienza italiana si costruiscono ponti solo in emergenza, e mai per via ordinaria, non ci si riesce. Nell’Ue vogliamo avere un piano a lungo termine», ha detto il presidente del Parlamento europeo a Open

Domani la cancelliera tedesca svelerà il piano della Germania per i prossimi sei mesi alla guida dell’Unione europea. C’è fiducia per il ritorno di Angela Merkel alla presidenza di turno dell’Ue. A dirlo è proprio il presidente del Parlamento europeo David Sassoli durante un incontro con la stampa europea: «Abbiamo bisogno di un’Europa più autosufficiente. E la cancelliera Merkel è pronta a guidare un’Unione più indipendente», ha detto a Open il presidente Sassoli. 

Il semestre tedesco si apre in uno dei momenti più difficili per l’Unione europea. Sul tavolo di Bruxelles il dossier più complicato rimane quello del Recovery Fund sulla cui approvazione pesano ancora le motivazioni dei Paesi frugali. Ma Sassoli rassicura: «Questo lavoro è fatto per trovare un accordo. Se verrà ascoltato il Parlamento europeo tutto sarà più facile».

La ripresa e i giovani

Un piano da 750 miliardi che dovrà guardare soprattutto ai giovani, colpiti nel giro di poco più di 10 anni da una seconda ondata di austerity, dopo quella del 2008. «Stiamo indebitando le giovani generazioni – afferma Sassoli – sia con le sovvenzioni, che con i prestiti. Dobbiamo agire per non compromettere ulteriormente il loro futuro». 

Per il presidente dell’Emiciclo l’Europa deve guardare al suo modello sociale chiedendo ai Paesi membri di fare quanti più sforzi possibili per non abbassare la guardia sul futuro dei giovani. In particolare, come affermato anche dalla presidente Ursula von der Leyen, il piano Next Generation sarà un’opportunità per rendere l’Europa ancora più forte di prima della crisi.

Ma, dice Sassoli sempre a Open, «nell’esperienza italiana l’emergenza fa sempre un certo effetto perché si riescono a costruire i ponti quando per via ordinaria non ci si riesce. Noi non vogliamo fare la stessa cosa. La Ue deve avere un piano a lungo termine». 

Tra Cina e Stati Uniti

E per farlo la via è quella dei principi guida dell’Unione europea, nonostante la sua crisi di solidarietà interna. Ovvero democrazia e diritto. Difficile però per Bruxelles nascondere il difficile rapporto con l’alleato atlantico e l’equilibrismo con Pechino. Imbrigliata in una guerra commerciale tra le due superpotenze, l’Europa deve «rafforzare la sua portata di attore internazionale», promuovendo un «progetto di difesa comune», dice il presidente.

E mentre la Cina aumenta la sua penetrazione economica, grazie anche alla crisi da Coronavirus che le ha permesso di far crescere le sue esportazioni medico-sanitarie, Bruxelles non può rinunciare al suo rapporto con Washington «qualsiasi siano le scelte dell’amministrazione americana».

In patria Merkel è riuscita a invertire la rotta del suo governo dopo mesi di crisi. Ora i tedeschi hanno di nuovo fiducia nella cancelliera al potere dal 2005. Chissà che l’Europa non riesca – in questa nuova fase di ripresa e di pianificazione per il futuro – a fare altrettanto.

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