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Il monito di Mattarella sul Recovery Fund: «Non è un passaggio della diligenza»

04 Agosto 2020 - 18:57 Redazione
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla stazione di Bologna subito dopo aver deposto una corona di fiori sulla lapide in memoria delle vittime della strage, 30 luglio 2020. ANSA/UFFICIO STAMPA/QUIRINALE
Il presidente della Repubblica ha tenuto un discorso al Quirinale in occasione dei 50 anni dalla fondazione delle Regioni a statuto ordinario
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Gli scontri sulle riaperture, le differenze nei contagi e nell’applicazione delle norme e anche il distanziamento dei mezzi pubblici. Da quando il Coronavirus è arrivato in Italia è emerso come il rapporto tra Stato e Regioni sia ancora delicato da gestire. E così oggi, durante la cerimonia di per i 50 anni delle regioni a Statuto ordinario il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato quanto sia importante fuggire dal centralismo statale o regionale per traghettare l’Italia fuori dalla crisi innescata dalla pandemia.

Nella sala del Quirinale in cui erano riuniti tutti i governatori Mattarella ha chiesto di concentrare le forze sul Piano per l’Italia, un progetto di rilancio per cui dovranno esserci «modalità di coinvolgimento e collaborazione compatibili con la pressante urgenza di definizione». È da qui infatti che si potranno definire gli obiettivi da raggiungere per i prossimi anni:

«È un appuntamento da non perdere per incidere su nodi strutturali con riforme e investimenti commisurati: tutela dei bisogni, rilancio dell’economia, valorizzazione dei territori con il recupero di ritardi decennali, sono priorità nazionali da definire alle quali devono concorrere tutte le energie del Paese, istituzionali e sociali».

Il ruolo del Recovery Fund

Mattarella ha ricordato anche che in tutto questo sarà fondamentale il Recovery Fund, un fondo da utilizzare con attenzione, senza trasformarlo in un assalto: «L’Ue ha dato prova di lungimiranza e tempestività» con il Recovery Fund. Ed è per questo che non bisogna trattarlo come «un passaggio della diligenza cui attingere ma come occasione di storico rilancio per l’Italia».

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