Gli atti del Comitato tecnico scientifico sul Coronavirus non sono più segreti

I documenti sono già stati trasmessi, domani verranno pubblicati sul sito della Fondazione Einaudi

Di fatto, la documentazione del Comitato tecnico scientifico è già stata resa pubblica. Ora bisogna aspettare solo che venga diffusa. In serata la Fondazione Luigi Einaudi ha annunciato di aver ricevuto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri tutti i documenti prodotti dal Comitato tecnico scientifico sul Coronavirus che sono stati alla base della stesura dei Dpcm.

Gli atti sono ora nelle mani degli avvocati Rocco Todero, Andrea Pruiti e Enzo Palumbo. Era stata proprio la Fondazione a richiedere questi documenti per promuovere la trasparenza istituzionale, una trasparenza fermata da diversi dubbi (e critiche) da parte dell’esecutivo. La Fondazione Einaudi ha spiegato in una nota stampa che nella giornata di domani renderà pubbliche tutte le informazioni dal suo sito web.

La richiesta del Copasir e l’opposizione di Palazzo Chigi

Su richiesta del governo il Consiglio di Stato aveva sospeso la desecretazione dei documenti richiesta invece dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir). Sono diverse le personalità che nei giorni scorsi hanno chiesto al governo di rendere accessibili al pubblico i verbali del Comitato Tecnico-Scientifico, dalla deputata di Forza Italia Laura Stabile all’economista Carlo Cottarelli, che su Twitter aveva definito l’opposizione di Palazzo Chigi alla desecretazione «un atto grave».

Cos’è la Fondazione Einaudi

La Fondazione Luigi Einaudi è stata costituita nel 1962, in memoria del primo (anche se ufficialmente secondo) presidente della Repubblica. Attualmente è un centro di ricerca che promuove la diffusione del pensiero politico di orientamento liberale.

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