Via libera al decreto agosto: stop ai licenziamenti e tasse sospese. Conte: «Ora la reindustrializzazione del Sud». Ok alla riforma del Csm

L’ok del Consiglio è arrivato “salvo intese tecniche”. Nel testo ci sono la proroga del reddito di emergenza e nuovi fondi per i comuni. Alitalia, 20 milioni per la newco

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto agosto: misure da 25 miliardi di euro. Dopo giorni di liti all’interno del governo e di tiri alla fune tra Confindustria e sindacati, la quadra finale – soprattutto sullo stop ai licenziamenti – è stata trovata. Dalla proroga del reddito di emergenza al pacchetto per il Sud, passando per il dossier Alitalia e il condono per gli stabilimenti balneari, ecco le misure che – stando alla bozza entrata in Cdm – verranno finanziate con i 25 miliardi stanziati grazie allo scostamento di bilancio.


Approvata anche la riforma del Csm e il nuovo Dpcm, che «sarà in vigore dal 10 agosto al 7 settembre, con la proroga delle misure precauzionali “minime” oggi in vigore», dice il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa: obbligo di mascherine al chiuso, distanziamento di un metro, norme igieniche consigliate e ribadite.

«Siamo in sostanziale stabilità della curva epidemiologica con lievi segnali di ripresa dei contagi», ragiona Conte. «Stiamo facendo bene, anche meglio di altri Paesi. Siamo stati il primo paese occidentale colpito dal virus ma siamo usciti dalla crisi più acuta prima degli altri. Il tasso dell’Italia per contagi è tra i più bassi dell’Unione europea. Riceviamo attestati da tutto il mondo ma è merito di voi cittadini, perché è col vostro comportamento responsabile che otteniamo risultati».

Proroga dei licenziamenti

12 miliardi messi sul piatto per il lavoro, dice l’esecutivo. La possibilità di licenziare sarà flessibile: legata alla cassa integrazione. Solo le aziende che hanno usufruito di tutte le 18 settimane di Cig potranno lasciare a casa i dipendenti. Inoltre il blocco sarebbe comunque esteso fino a novembre.

Un compromesso dunque tra fine anno – come avrebbe voluto la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, insieme ai sindacati – e il 15 ottobre, data che aveva proposto il ministro Gualtieri insieme a esponenti del M5s per venire incontro agli industriali. Soddisfatto anche il segretario della Cgil Maurizio Landini che ieri sulle pagine di Repubblica aveva lanciato l’allarme: «Stop ai licenziamenti o sarà scontro sociale».

Contestualmente l’esecutivo metterebbe in campo la Naspi (l’indennità mensile di disoccupazione), per chi decidesse volontariamente di aderire a un accordo collettivo per la risoluzione del rapporto di lavoro. Con accordi sindacali per l’uscita volontaria sarà, si legge nel testo, «riconosciuta» la Naspi, generalmente concessa solo in caso di perdita involontaria dell’occupazione.

La proroga dello stop dei licenziamenti riguarda i licenziamenti collettivi e quelli per giustificato motivo oggettivo e quindi non i licenziamenti per motivi disciplinari. Confermate le eccezioni al blocco per «cessazione definitiva dell’attività» e fallimento. 

Proroga contratti a tempo determinato

Il governo interviene anche sui contratti a tempo determinato, stabilendo che fino alla fine dell’anno sarà possibile prorogarli senza indicare la causale. Possibilità però limitata a una sola volta e per massimo 12 mesi, in deroga alle misure previste dal decreto Dignità. Viene eliminata invece la proroga automatica di contratti a tempo, e di apprendistato, per l’equivalente dello stop all’attività dovuta alle misure di contenimento del Coronavirus. 

Reddito di emergenza

Sarà prorogato il reddito di emergenza. Si potrà presentare domanda entro 15 ottobre per ottenere altri 400 euro.

Cashback da dicembre

«Abbiamo anche anticipato la misura del cashback, già programmata con la legge di Bilancio. Non l’abbiamo potuta realizzare per la pandemia, adesso la attiviamo dal 1 dicembre 2020», spiega Conte in conferenza. «Abbiamo stanziato nuove risorse per potenziare questo strumento: vogliamo sostenere consumi e pagamenti elettronici premiamo i cittadini che potranno recuperare una parte di quanto spendono e potranno usufruire di un bonus fino a 2mila euro».

Alitalia, 20 milioni per la newco

Nel decreto c’è spazio anche per il dossier Alitalia. La newco pubblica sarà costituita «ai soli fini dell’elaborazione del piano industriale» e avrà a disposizione 20 milioni. Il testo prevede anche l’estensione ai lavoratori AirItaly della cassa integrazione: la norma, già prevista per altre categorie, vedeva esclusi i quasi 1.500 lavoratori perché la compagnia è in liquidazione. 

Tasse sospese, slittano gli acconti per gli autonomi

C’è tempo due anni per saldare le tasse sospese nei mesi di lockdown e le rate diventano più flessibili: da quattro salgono a 24. Dunque l’appuntamento con il fisco rimane per il 16 settembre, ma il pagamento sarà più flessibile e non sarà più necessario saldare il debito entro la fine dell’anno. Non solo. Gli acconti delle tasse previsti a novembre slitteranno ad aprile per gli autonomi che abbiano registrato perdite di almeno il 33% nel primo semestre di quest’anno.

Lo slittamento interesserà i soggetti Isa e gli autonomi in regime forfettario. Raddoppia poi la quota di welfare aziendale esentasse. Per l’anno di imposta 2020 la quota di beni e servizi ceduti all’azienda ai dipendenti che non concorre alla formazione del reddito passa quindi a 516,46 euro.

«Il costo del rinvio dell’acconto degli Isa e dei forfettari per perdite di fatturato superiori al 33% per il 2020 è di 2,2 miliardi», dice il ministro
dell’Economia Roberto Gualtieri a proposito dello slittamento degli acconti di novembre degli autonomi ad aprile.

Fondo per la formazione delle casalinghe

Arriva un fondo per la formazione delle casalinghe da 3 milioni l’anno a partire dal 2020. Il fondo viene istituito presso il ministero dell’Economia. I criteri saranno definiti con un decreto del ministro per le pari opportunità e la famiglia da emanarsi entro il 31 dicembre 2020.

Condono per gli stabilimenti balneari

Arriva una norma ‘salva-pertinenziali’, che rivede i criteri di calcolo dei canoni per i concessionari delle spiagge e riapre i termini per risolvere il contenzioso sull’applicazione dei valori Omi (l’Osservatorioimmobiliare dell’Agenzia delle Entrate), iniziata nel 2007 facendo schizzare alle stelle il dovuto, e già oggetto di una sanatoria nel 2013.

La misura prevede che per «ridurre il contenzioso relativo alle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative» si possa versare il 30% dell’importo dovuto in un’unica soluzione o il 60% a rate, per un massimo di sei anni. Dal 2021 poi novità per tutti: il canone minimo per le concessioni passerà a 369 euro a 2.500 euro, interessando circa 21mila su 29mila concessioni che attualmente devono meno di questa cifra.

600 milioni per il bonus Filiera ristoranti

«La ristorazione è una filiera che ha pagato un prezzo altissimo con un calo di fatturato del 60%: dobbiamo sostenere questa filiera di 180mila imprese e dare una risposta all’agroalimentare», dice in conferenza stampa la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova annunciando lo stanziamento di «600 milioni a fondo perduto per dare una risposta importante a queste due filiere». Bellanova spiega che «le aziende potranno scegliere tra il fondo perduto e la misura di Franceschini sui centri storici delle città turistiche».

«Finalmente Sud»

«Da decenni non c’è un governo così determinato a rilanciare il Sud», dice il ministro Giuseppe Provenzano in conferenza stampa. È la grande novità del decreto Agosto, quella del pacchetto per il Sud: incentivi e decontribuzione per le aziende che assumono nel meridione. Il valore del pacchetto è di 1,2 miliardi dei 25 stanziati con lo scostamento di bilancio, ma sarebbe stato pensato come un piano decennale dal costo complessivo di 4,8 miliardi. Le aziende del meridione che, a partire dal primo ottobre, assumeranno nuovi lavoratori con contratti stabili o stabilizzeranno precari avranno un taglio dei contributi del 30%.

«Poniamo le basi per un processo di reindustrializzazione dell’intero Sud», dice Conte. Le misure per il Sud sono di «portata storica», aggiunge: «conosciamo il deficit anche di infrastrutture del Sud, che è meno competitivo e noi vogliamo che il gap sia recuperato. Non dividiamo l’Italia in due e offriamo un aiuto per la ripresa per le aree più svantaggiate per la ripresa dell’Italia intera».

«Dobbiamo prender atto che oggi lavorare al Sud costa di più e abbiamo la necessità di mettere in campo una misura straordinaria per evitare perdita occupazione e far emergere tanto lavoro sommerso, provare ad attirare nuovi investimenti», aggiunge Provenzano. «È una misura che ha un impatto significativo su 500mila imprese, di cui il 90% con meno dieci dipendenti».

La misura per la fiscalità di vantaggio al Sud partirà «dal primo ottobre». «Abbattiamo del 10% il costo del lavoro per tutti i lavoratori, assunti non assunti” e siamo intenzionati a prolungare questa misura per un tempo lungo: ci vogliamo mettere d’accordo con la commissione Europea».

Sgravi contributivi per il turismo

Con il decreto dovrebbero arrivare anche sgravi contributivi ad hoc per il turismo. Nell’ultima bozza viene esteso l’esonero dal versamento dei contributi – ma per massimo 3 mesi – anche alle «assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali».

In caso di trasformazione a tempo indeterminato si applica la decontribuzione prevista per le altre aziende, cioè uno sgravio totale per sei mesi (escluso il contributi Inail) fino a un massimo di 8.060 euro annui ricalcolato su base mensile.

«Introduciamo contributi a fondo perduto per gli esercizi commerciali per i centri storici delle città più vocate al turismo internazionale», dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa alla fine del cdm. Si tratta di 29 città, individuate, dice il premier, in base a criteri oggettivi di presenze di turisti stranieri.

Nuovo bonus turismo-spettacolo

Prevista una indennità, una tantum, di 1000 euro per stagionali e tempi determinati di turismo e terme, per i lavoratori dello spettacolo e per i più precari (dagli intermittenti agli incaricati delle vendite a domicilio), per compensare un lavoro perso prima dell’emergenza e non ancora ritrovato a causa della pandemia.

Scende quindi nella nuova bozza il contributo per queste categorie di lavoratori, inizialmente pensata come una riedizione per 2 mesi del bonus da 600 euro. Questa nuova indennità sarà erogata dall’Inps, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 680 milioni di euro per l’anno 2020.

Bonus baby sitter per gli operatori sanitari

Più che triplicati i fondi per il bonus babysitter destinato agli operatori sanitari, grazie al “travaso” di risorse non utilizzate per il bonus ai lavoratori domestici. Nella nuova bozza salgono quindi da 67,6 milioni a 236,6 milioni le risorse per il bonus babysitter per medici e infermieri, tecnici e operatori sociosanitari (2.000 euro), mentre il fondo per il bonus per colf e badanti viene ridotto da 460 a 291 milioni.   

Riforma del Csm

In Consiglio dei ministri è stata approvata la riforma dell’ordinamento giudiziario e del Consiglio Superiore della Magistratura. La riforma garantisce «criteri oggettivi e meritocratici di assegnazione degli incarichi», dice il premier.

«Finalmente abbiamo messo nero su bianco una norma di cui si parla da vent’anni: il magistrato che entra in politica una volta eletto ha perso requisiti di terzietà e quindi il magistrato non potrà più tornare alla magistratura. E non può candidarsi nel territorio dove esercita le sue funzioni», dice il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

«Se il magistrato non viene eletto si stabilisce che non può nei 3 anni successivi esercitare dove si è candidato né dove esercitava al momento della candidatura. E dove esercita non può né assumere il ruolo di Pm né quello di Gip».

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